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Coronavirus, Paul McCartney chiede la chiusura dei mercati cinesi

Paul McCartney ritiene che dai mercati cinesi di animali si sia diffuso il coronavirus e, per questo, ne chiede la chiusura: ecco cosa ha dichiarato

Coronavirus, Paul McCartney chiede la chiusura dei mercati cinesi

Paul McCartney lancia un’idea, accogliendo una delle teorie più accreditate sul coronavirus: i mercati cinesi di animali andrebbero chiusi.

Come riporta il Guardian, il baronetto ha rilasciato un’intervista in radio a Howard Stern, spiegando il suo punto di vista sulla questione. In pratica, l’ex Beatle ha definito il costume dei mercati cinesi di animali vivi - i cosiddetti "wet market", in cui gli animali sono chiusi in piccole e affollate gabbie, nonché uccisi sul posto - “medievale” e ha collegato questa usanza alla diffusione del coronavirus.

Si sa infatti che il coronavirus sia passato dal pipistrello all’uomo, ma ancora non ci sono certezze su come questo passaggio sia avvenuto. McCartney sposa quindi una delle scuole di pensiero maggiormente sostenuta, secondo cui il mercato di Wuhan - dove viene commerciata carne di pipistrello o di pangolino - sarebbe stato il luogo in cui questo passaggio dall’animale all’uomo è avvenuto, portando a un’epidemia prima e a una pandemia poi. Il cantante ha anche notato come altri virus abbiano un’origine animale, come per esempio la Sars e l’influenza aviaria.

Naturalmente la ragione per cui McCartney vorrebbe la chiusura di questi mercati non è centrata solo sull’epidemia di Covid-19. Come molti sanno, l’ex Beatle è un acceso animalista e ha paragonato i mercati cinesi con gli animali vivi alla tratta degli schiavi, spiegando come questi luoghi dovrebbero essere aboliti. Tuttavia è anche necessario, secondo l’artista, richiamare una necessità di maggiore igiene: fatto che, finché questi mercati saranno aperti, non potrà essere assicurato.

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McCartney - che nei giorni scorsi ha pubblicato sui social uno scatto in cui allatta un agnellino con il biberon - ha spiegato che una delle obiezioni alla chiusura di questi mercati consiste nel fatto che siano tradizionali per la Cina, ma che a un certo punto è giusto che le cose cambino.

Il cantante teme anche che possano generarsi dei disordini civili a causa di questa epidemia, ma ha anche detto che sta notando che le persone si stiano sempre più accorgendo del bene che esiste nell’intera umanità. Infine si è detto rattristato per la cancellazione dei suoi concerti: tanti fan non vedevano l’ora, avevano acquistato il biglietto e ora saranno delusi.

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