Cronache di vecchi amanti dal mondo (sub)culturale

Paolo Guzzanti satireggia la figura dell'intellettuale presenzialista e fa i conti con l'amore "maturo"...

Tello Marchioni è il conferenziere perfetto per un'epoca, la nostra, nella quale agli intellettuali, reali e sedicenti, si chiede soprattutto di saper passare con disinvoltura e identica autorevolezza dai Quaderni neri di Martin Heidegger al ricettario di Sora Lella. Per stare sul mercato, uno psichiatra-psicologo-sociologo-filosofo-tuttologo, come Tello, oggi deve offrire una serie di servizi collaterali, da una infarinatura di sciamanesimo, che non si è mai capito bene cosa sia, fino alla lettura dei tarocchi. Roba da prendere il suddetto psichiatra-psicologo-sociologo-filosofo-tuttologo a calci nei chakra ma le cose stanno così: la serietà è confusa con la seriosità e quindi è ritenuta noiosa. Conseguenza: per ottenere il diritto di affermare una cosa seria è necessario premetterne due o tre da perfetti imbecilli. C'è una specie di percorso a tappe, al termine del quale lo scrittore-cantante-giornalista-buffone arriva finalmente all'unica meta della sua vita: apparire in televisione. Dunque, innanzi tutto l'aspirante prezzemolino deve mostrarsi esperto di semiotica (che non ha capito) e di retorica (che non conosce). Al tutto deve aggiungere una spruzzata di psicologia for dummies. Shakerate: voilà. Il cocktail dell'incerta sapienza e della certa idiozia è servito.

Se volete una descrizione perfetta di questo mondo (sub)culturale, aprite L'ultimo amore non si scorda mai (pagg. 250, euro 13) di Paolo Guzzanti, romanzo in uscita per Giunti nella collana Terzo Tempo, ideata e diretta da Lidia Ravera. L'esilarante apertura vede il gran maestro Carlo Martello (detto «Tello») Marchioni alle prese con un incontro col pubblico, il più importante, quello in cui annuncerà il suo ritiro dalle scene per sopravvenuti limiti d'età e forse stanchezza interiore. Marchioni è un «guru della psiche, divo della comunicazione, analista delle malattie d'amore e psicosomatiche, imperialista delle rubriche erotiche e ideologiche su televisioni, giornali, Podcast e social». Davvero è finita la carriera dell'autore di opere capitali quali Teoria delle esitazioni, Revisioni delle teorie sull'orgasmo e soprattutto Il nuovo Lobacevskij: asimmetria dell'orgasmo e delle geometrie non euclidee. Davvero il ribelle libertario ha scelto la vita privata dopo aver incendiato il dibattito culturale per due estati con il quesito virale: «Ci vieteranno di pisciare in mare?». Pare proprio di sì. Anche perché l'ultimo dibattito prende una brutta piega. Una donna in ritardo, forse sulla sessantina, intrigante e pungente, finisce col distrarre il più anziano Tello, che va in tilt. Qui comincia un'altra storia, che continua a essere esilarante ma svela, a poco a poco, risvolti profondi. Chi è questa donna? Che legame ha col passato di Tello? Dovete scoprirlo da soli. Qui possiamo soltanto anticipare che si chiama Danielle e finirà bloccata per la durata della quarantena da Covid a casa di Tello. Per carità: questo non è un romanzo sul Covid, il virus assolve quasi unicamente alla funzione narrativa di chiudere nello stesso appartamento due persone che in condizioni normali scapperebbero a centinaia di chilometri l'uno dall'altra. L'ultimo amore non si scorda mai è un romanzo sui rapporti tra uomo e donna. Con leggerezza, Guzzanti, editorialista del Giornale, ci sbatte in faccia alcune perfide notizie. Cose che sappiamo ma fingiamo di non sapere, nella vita è meglio mantenere un certo livello di autofiction per dribblare lo sconforto. Dunque Tello è tutt'altro che uno sciocco, come potrebbe sembrare dalle prime pagine, e Gabrielle è lontanissima dal cliché della donna fatale, anche se ama presentarsi così.

Ecco un elenco di cose da tenere a mente. L'uomo è ossessionato dalla sua virilità, dopo una certa età il timore del fallimento si trasforma in panico e rischia addirittura di compromettere l'idea che uno si è fatto di se stesso. Il corpo dei vecchi (e delle vecchie) ha bisogno di un'attenzione particolare, un po' scanzonata, un po' dolce. Le donne sanno benissimo che la sessualità va oltre alla penetrazione. A volte lo scoprono a letto con altre donne. L'uomo, a settant'anni, ne è invece all'oscuro, al massimo ha qualche sospetto. Uomini e donne sono stati creati per fraintendersi. Tutto sommato meglio così anche se certe incomprensioni rompono i citati chakra. Se ti interessi troppo, sei invadente. Se non ti interessi abbastanza, sei un menefreghista. Se chiedi, hai scelto il momento sbagliato. Se non chiedi, pensi solo a te stesso. Se ti infiammi, sei immaturo. Se maturi, sei diventato freddo. «Sì» significa «no». «No» significa «sì». «Forse» significa «no». «Fai quello che vuoi» significa «Te la farò pagare». «Scusami» significa «Te ne pentirai». «Dobbiamo parlare» vuol dire «Sei finito-a» (Rubo alcuni esempi da un video dello youtuber Riccardo Dose). In fondo, e passiamo alla lato oscuro della Luna, se uomo e donna si capissero troppo, perderebbero interesse nella coppia. Sarebbe tutto un «che barba, che noia». Dunque l'amore è sofferenza; se non c'è sofferenza, non è amore. È una visione masochista, ingenua e immatura delle questioni sentimentali? Sì, certo. È per quello che ci piace. In fondo al romanzo si intravede una soluzione, quella a cui nessuno pensa perché sarebbe troppo facile, in genere noi esseri umani vogliamo stare male e macerarci nel romanticismo più inutile almeno per qualche decennio, altrimenti ci pare di non essere vivi. La soluzione leggetela nel romanzo, altrimenti che gusto c'è? Comunque la conosciamo tutti, dal primo (facciamo dal secondo o terzo) momento che una donna o un uomo ci piace. Guzzanti la mette sotto i riflettori in un libro di pura intelligenza e anche di puro divertimento.

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