Né compromessi, né etichette: così Frida Kahlo ha tracciato un solco

Simbolo del Messico, icona internazionale, pioniera. L’arte come luogo della rivoluzione: sì, Frida ha tracciato un solco

Né compromessi, né etichette: così Frida Kahlo ha tracciato un solco

La sua pittura rivoluzionaria, ribelle. L’amore tormentato ma sempre palpitante con Diego Rivera, icona del muralismo. Una personalità debordante, unica. Frida Kahlo è ancora oggi un simbolo, un punto di riferimento per le donne e un’icona per un popolo, il suo adorato Messico. Questa è un’epoca in cui si fa abuso della parola resilienza, ma questo è il termine perfetto per descrivere la pittrice di Coyoacán, più forte di tutto e di tutti. Una pedata al destino, alla ricerca della felicità.

Né la poliomielite né un disrafismo spinale l’hanno abbattuta. E nemmeno il terribile incidente avuto all’età di 18 anni, un evento che ha lasciato cicatrici profonde, una forma di invalidità e tremendi dolori alla schiena, patiti fino alla morte. Un’odissea che avrebbe tramortito lo spirito di chiunque, ma non lei. Anzi Frida Kahlo ha trasformato quel dolore in arte, in un punto di forza, attraverso opere ricche di colore e di elementi surreali.

Frida Kahlo 2

I dipinti della niña bonita di Rivera raccontano il suo stato interiore, il suo modo di percepire la relazione con il reale. Frida ha dipinto tutte le Fride che la abitavano, in maniera sempre originale e sempre esorbitante. Ha ricercato un'identità attraverso le sue realizzazioni, attraverso i dettagli e i particolari, restituendo una forza incredibile, al punto da creare disagio. L’esistenza in tutte le sue forme, il caleidoscopio degli stati d’animo umani, il rapporto tra arte e crescita personale. Semplicemente Frida.

La pittrice messicana ha realizzato quasi esclusivamente autoritratti, per il resto i soggetti della sua arte erano legati al mondo circostante. Amici, conoscenti, animali o nature morte. Protagonisti rivisti attraverso la sua lente e i suoi sentimenti. L’unicità di Frida Kahlo è sicuramente stretta alla sua capacità di rompere gli schemi, con l’arte come luogo della rivoluzione. Del resto è stata la prima a raffigurare con una certa audacia temi poco esplorati all'epoca come il corpo femminile, la disabilità e persino la fluidità di genere, lei etero e omosessuale.

Bella, estrosa, eccentrica, acuta. Frida aveva un carattere ammaliante, interessante quasi quanto la sua classe artistica. Difficile non ammirare la sua personalità, quella della vera artista, non disponibile a piegarsi a nessun compromesso. Impossibile ingabbiarla, come testimoniato dalle numerose tele prodotte su commissione: anche un semplice ritratto diventa una dichiarazione personale, una chiave di lettura personalissima e radicale. O ancora, pensiamo al rifiuto totale di etichette: macché surrealista, io sono Frida Kahlo. Punto.

Frida Kahlo 3

Scevra da pretenziosità intellettuali, l’artista messicana è stata una donna del popolo. A suo agio nelle zone povere, annoiata dalla ricchezza statunitense. E non ha mai fatto nulla per nascondere il suo disappunto, per celare la sua ripugnanza nei confronti della borghesia e delle autorità. Così come non ha mai lesinato stoccate ai potenti del caso: agli antisemiti chiedeva se fossero ebrei, mentre in casa di cattolici faceva commenti sarcastici sulla Chiesa.

Ma, (forse) dopo Rivera, l’unico tarlo di Frida Kahlo era la pittura. L’arte come mezzo per esorcizzare il dolore, come rimpiazzo della maternità, come battaglia per la vita. Una necessità senza secondi fini, senza interesse nei confronti del denaro. E il suo esempio è ancora oggi più forte, in un’epoca di invenzioni dei presunti intellettuali: come ricordato da Hayden Herrera, il genio messicano non ha mai promosso la mitologia dell’artista nata con la matita in mano, non ha mai ostentato una genialità innata. Solo tanta passione, tanto amore e tanta sofferenza.

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