"Sei vestito come una donna..." E Gué Pequeno ora attacca Ghali. Ed è bufera

L'intervista rilasciata da Gué Pequeno a Rolling Stone ha scatenato una vera e propria bufera social sul rapper per le pesanti parole espresse contro il collega Ghali

Si sa non è rap se non è "litigarello". Ma questa volta le dure parole di Gué Pequeno nei confronti del rapper Ghali rischiano di diventare un caso. Il giudizio espresso dall'ex Club Dogo nei confronti del rapper di origini tunisine nella sua ultima intervista ha scatenato l'ira del popolo dei social, che gli ha dato del "razzista" e "omofobo".

Che tra Gué Pequeno e Ghali non corresse buon sangue gli amanti del rap lo avevano capito anni fa, quando il rapper e produttore milanese espresse il suo giudizio negativo nei confronti del giovane collega, che definì un "fake". A distanza di tempo Gué Pequeno è tornato a dire la sua su Ghali nel corso dell'ultima intervista rilasciata alla rivista di settore Rolling Stone. Nel tornare indietro con la memoria il rapper milanese ha confessato di esser stato oggetto di attacchi social dopo le sue parole di allora: "Lascia stare guarda, per averlo detto ho ricevuto attacchi da bambine di otto anni su Instagram: "Non ti azzardare a dire che è un fake". Bambine di otto anni, capisci? È incredibile".

Anche questa volta, però, le sue dichiarazioni su Ghali sono riuscite a far arrabbiare una buona fetta del popolo del web. Tutta colpa di un "chiarimento" che ha fatto più danni di quanti non ne avesse già fatti anni fa. "Un artista che va in giro vestito da confetto può andare bene per una sfilata ma non ha grande credibilità di strada come rapper. Cioè non è Stormzy: il tipo in Inghilterra non va in giro vestito da ananas. Io non sono razzista né omofobo, ma vedere un rapper che va in giro vestito da donna con la borsetta mi fa ridere, che poi almeno fosse gay. Boh, sono robe assurde", ha dichiarato a Rolling Stone Gué Pequeno, al secolo Cosimo Fini.

Parole che hanno scatenato l'ira degli internauti, sostenitori di Ghali e non, che su Twitter e Instagram hanno bersagliato di messaggi e commenti infuocati Pequeno: "Raga mi raccomando, non è razzista, né omofobo. Non glielo dite che poi lui piange. Perché in realtà è solo un clown", "Gué pequeno è stato davvero inopportuno e ha dimostrato quale mentalità ristretta ha", "Sempre pensato fosse una pessima persona, ora ne ha dato definitivamente conferma. Poi quel "non sono razzista né omofobo ma.." che squallore", "Iniziare una frase con “io non sono razzista, ma..." o "io non sono omofobi, ma..." vi rende automaticamente razzisti e omofobi. È l’avversativa che vi frega, parola di linguisti".

Una dura polemica - simile a quella cheun anno fa lo vide scontrarsi anche con Fedez - che lui stesso aveva previsto e alla quale ha risposto - tra le righe - nell'intervista: "Solo perché sono un personaggio pubblico non devo per forza dire la cosa giusta". Del resto il mondo rap e fatto di provocazione e dissing e "il bello", secondo Pequeno, sarebbe proprio questo: "La mia musica mi permette di dire quello che voglio e continuerò a farlo senza dover dare una spiegazione".

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Commenti

sullarivadelfiume

Ven, 26/06/2020 - 14:21

E'bellissimo quando scoppia questa diatriba standard, più o meno una volta a settimana, e ti vai a leggere i commenti: gli stessi identici commenti di sempre da anni, con le stesse identiche parole e sequenze argomentative. Il massimo sforzo intellettuale che i padroni del discorso sono riusciti a instillare nei trineuronali della McDonald-generation e della Netflix-generation.

duca di sciabbica

Ven, 26/06/2020 - 16:22

...e la pagina italiana di wikipedia dedicata a questo coso è altrettanto dettagliata di quella dedicata a Duke Ellington.