I nuovi "Miserabili" credibili e drammatici

II 18 maggio è nato MioCinema (www.miocinema.it), che potrebbe essere sintetizzato con lo slogan "sostieni la tua sala cinematografica preferita"

II 18 maggio è nato MioCinema (www.miocinema.it), che potrebbe essere sintetizzato con lo slogan «sostieni la tua sala cinematografica preferita». In pratica, si va sul portale, ci si registra gratuitamente e si indica quale sia il proprio cinema di riferimento in modo che, quando si noleggerà un film online, una parte della transazione effettuata (il 40% del biglietto virtuale) andrà alla sala prescelta. L'acquisto è valido per 30 giorni e dal primo play avrete 48 ore per vedere la pellicola. Un sistema nato grazie alla sinergia tra Lucky Red, Circuito Cinema e MyMovies, pensato per dare una mano concreta agli esercenti che vedono la riapertura dei loro grandi schermi sempre più in là nel tempo. Ogni due settimane, il portale offre un film inedito, mai passato per le sale, a partire da questo I Miserabili, premio alla regia al festival di Cannes 2019, candidato francese per l'Oscar, vincitore di 4 premi Cesar, tra cui quello di miglior film. Decisamente meritati perché l'esordio alla regia di Ladj Ly è un thriller mozzafiato che ti avvolge dalla prima all'ultima scena, capitolo iniziale di una trilogia che, prendendo spunto dal capolavoro di Hugo (il film è ambientato a Montfermeil), si prefigge di raccontare le periferie moderne, con le loro miserie e i loro nuovi miserabili. Nella banlieu ritratta sono tutti neri, arabi e zingari. Qui, una macchina della polizia (con a bordo un novellino, un nero più moderato e un bianco che si atteggia in stile cowboy) pattuglia la zona, in una giornata tipica, entrando a contatto con varia umanità. Ci sono i boss, più o meno importanti, che cercano di mantenere «l'alleanza» con i poliziotti per portare avanti i propri affari e ci sono i ragazzini che detestano entrambi. Un luogo dove l'esplosione sociale è dietro l'angolo, nel quale un incidente con le forze dell'ordine (nato per il furto di un leoncino, sottratto agli zingari) può essere il pretesto per far esplodere pericolosamente la propria rabbia. Un film teso, drammatico, che ha come punto di forza la scelta di personaggi perfetti per la credibilità dell'opera, in un crescendo sinfonico che rifugge la sociologia spiccia, per offrire un ritratto autentico e tanti spunti di riflessione.

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