Cultura e Spettacoli

Il chitarrista dei Negramaro: "Dopo il coma dovevo legare il busto alle sedia"

Il chitarrista dei Negramaro ha raccontato gli ultimi difficili anni dopo l'ictus e il coma in un libro scritto insieme alla moglie, che a vent'anni ha sconfitto un tumore al cervello

Il chitarrista dei Negramaro: "Dopo il coma dovevo legare il busto alle sedia"

Il destino può essere beffardo. Ma se lo si guarda in un modo differente, il destino può regalare seconde occasioni. "Rinascite" le ha definite Lele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro, che insieme alla compagna, l'attrice Clio Evans, ha scritto un libro sulle loro vita segnate da tumori, ictus, coma, guarigioni e rinascite appunto.

Oggi la coppia vive un momento di serenità insieme ai due figli, ma negli anni le difficoltà per Lele Spedicato e la moglie hanno avuto "nomi" importanti: un tumore al cervello per lei a soli 20 anni e un'emorragia cerebrale che lo ha ridotto in coma per dieci giorni per lui nel 2018. Il chitarrista dei Negramaro porta ancora addosso le cicatrici del terribile ictus che lo ha colpito all'improvviso "buchi in testa tipo palla da bowling", li ha definiti scherzando la moglie, nell'intervista rilasciata al Corriere della sera in occasione del lancio del loro libro "Destini", edito da Mondadori.

L'ictus poi il coma, il racconto

"Prima del malore Lele era un rockettaro gentiluomo, faceva tutto lui...Io ero incinta di 8 mesi. Mi sono ritrovata con due bambini", ha raccontato la Evans, rivelando quanto è stato doloroso e difficile per Spedicato tornare a reimparare ogni cosa, dal parlare al camminare, dopo il blackout al cervello. "Prima del malore facevo dieci chilometri di corsa e undici minuti di plank ogni giorno. L'immagine che avevo di me era sui palchi degli stadi con i Negramaro", ha spiegato il chitarrista, che nel 2018 si è trovato a vivere una seconda vita. "Dopo il coma non riuscivo nemmeno a stare seduto, dovevano sostenermi legando il busto alla sedia. Per motivarmi mi dicevo che un giorno avrei voluto correre". E con la determinazione e l'aiuto di un fisioterapista c'è riuscito. Ora il chitarrista dei Negramaro corre nove chilometri e lo fa organizzando corse benefiche per raccogliere fondi.

Lele, i Negramaro e l'incontro nell'aldilà

A salvarlo il 17 settembre del 2018, quando l'ictus lo ha colpito, è stata proprio la moglie. E del coma racconta di avere incontrato due figure, che gli hanno detto che non era ancora il suo tempo: "Ho incontrato il papà di Giuliano (Sangiorgi, il cantante dei Negramaro ndr) e mia nonna paterna che non ci sono più. Mi hanno detto che non c'era posto per me in quella dimensione e mi hanno cacciato via con un calcio. In quel momento sono tornato cosciente". Da allora Lele Spedicato prega ogni giorno e vive la vita a pieno a partire dalla famiglia e dal ritorno sul palco con i Negramaro, la sua seconda famiglia.

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