Fedez ora prova a difendersi: "Ero ignorante"

Sui social network il rapper si è scusato per alcune delle sue canzoni inneggianti all'omofobia ma il tempo del pentimento è durato poco e Fedez è tornato ad attaccare la Lega, Salvini e anche la stampa

Fedez ora prova a difendersi: "Ero ignorante"

Si potrebbe quasi dire che il cellulare è diventato l'estensione del braccio di Fedez. L'unico mezzo, oltre al palco del concertone, dove esprimere la sua opinione a ruota libera senza la presunta censura. Ma dopo gli attacchi e le arringhe, oggi, attraverso Instagram sono arrivate le scuse del rapper: "Ho peccato anche io. Da giovane ho sicuramente detto delle cose omofobe".

Dopo giorni di polemica rovente, infatti, Fedez è passato da paladino dei diritti della comunità Lgtbq a primo odiatore per le sue dichiarazioni e per alcuni dei suoi brani più famosi palesemente omofobi. Il riferimento più chiaro è alla canzone "Tutto il contrario", scritta anni fa, dove il rapper cantava "Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing, ora so che ha mangiato più wurstel che crauti". Una posizione che si scontra con la sua fervente lotta in difesa dell'approvazione del ddl Zan che, scherzo del destino, se fosse approvata, vedrebbe proprio Fedez il primo soggetto ad essere denunciato in base alle nuove disposizioni normative sull'odio. Non solo. Come riporta Dagospia, passi che quello poteva essere definito un "errore di gioventù", peccato che quella canzone Fedez abbia continuato a cantarla nei suoi live fino al 2019 (dopo non avrebbe potuto solo per colpa del lockdown). "A metà del 2019, nel suo ultimo tour Paranoia Airlines - riporta il sito di Roberto D'Agostino - Fedez sul palco cantava ancora il discusso brano "Tutto il contrario". Non dieci anni fa, solo due anni fa. [...] È sufficiente consultare la scaletta del tour per ritrovare il brano tra quelli eseguiti con tanto di video".

Lo sa bene Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro Vita, che su Instagram è stato deriso dal rapper con una foto con sopracciglia arcobaleno e che ha inevitabilmente scatenato l'odio degli hater. E allora, giusto per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ecco arrivare le scuse di Fedez. "Mi fa strano dover rendere conto di una canzone che ho scritto dieci anni fa, a 19 anni si è delle persone completamente diverse e ci si esprime con termini e toni completamente diversi. Certe cose oggi non le rifarei uguali. Non c'è mai stata nel quartiere in cui sono cresciuto educazione in tal senso ma poi ho cercato di migliorarmi", ha dichiarato nelle Stories il marito di Chiara Ferragni.

Fedez si scusa e poi torna all'attacco

Peccato che il pezzo scritto a 19 anni non sia l'unico finito nel mirino, ma ci sia anche il più recente "Le feste di Pablo". La scusa, però, è pronta anche per quel brano: "Ho sbagliato per cose dettate dall'ignoranza; ho fatto un testo recentemente che è stato giudicato transfobico, ma non era voluto: ho invitato una ragazza trans al mio podcast, abbiamo affrontato il tema e ho imparato un sacco di cose perché non mi voglio dare preclusioni". Le scuse sono durate giusto il tempo di una storia (o due), però, visto che poche ore dopo il rapper è tornato ad attaccare la Lega, Matteo Salvini e anche i giornalisti per alcune domande rivoltegli su Grillo: "Ha detto cose terribili ed aberranti, non esiste giustificazione. Ma esiste una lista di temi a cui devo dare una risposta prima di esprimere una mia opinione. Mi spieghi, ora che le ho chiarito il punto su Grillo ho ottenuto il permesso di parlare di altro? Funziona così?".

Nuovi attacchi, nuove provocazioni e nuovi politici da mettere nel mirino come Guido Crosetto, con il quale il rapper ha ingaggiato un battibecco social sul tema della magistratura e del Csm "sulle oltre 30.000 ingiuste detenzioni e sulle carceri italiane". Il rappresentante di Fratelli d'Italia ha provato a coinvolgerlo nel dibattito, suscitando la replica seccata del rapper: "Mi chiedo una cosa: un uomo politico che non riesce a sollevare interesse su battaglie che gli stanno a cuore al punto da dover chiedere ad un povero ignorante come me, sta forse sbagliando qualcosa?". Una risposta sprezzante alla quale Crosetto non ha dato corda: "Il mio non era un messaggio condito di disprezzo, la sua risposta sì. Era semplicemente un modo per far risaltare l'incapacità della politica di sollevare temi. Cosa che invece lei fa. Ora potrebbe scusarsi".

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