La difficoltà dei rapporti umani vive in Solos

Disponibile su Amazon prime dal 25 giugno, Solos è un viaggio bellissimo ma asettico nell'universo dei rapporti umani. Sette gli episodi con un cast di grandi stelle

La difficoltà dei rapporti umani vive in Solos

C’è ancora tanta voglia di sperimentazione per il colosso di Amazon Prime Video. Ad oggi, è l’unico tra i network a pagamento disponibili nel nostro Paese che offre una vasta scelta di film e serie tv che si adattino ai variegati gusti del pubblico. E nel mese di giugno al catalogo si aggiunge anche Solos. I sette episodi – li abbiamo visti in anteprima - che compongono la prima stagione arrivano on-web dal 25 giugno 2021. Fin dalle prime battute si intuisce che Solos non è una semplice serie tv di genere fantascientifico con argomenti attuali e per nulla banali, sembra essere invece un libro di filosofia moderna che con le immagini racconta la profondità dei rapporti umani, e lo fa con un tocco di rara bellezza.

7 episodi con 7 storie diverse e con 7 attori di richiamano pronti a mettersi a nudo, e a rivelarsi attraverso le paure e le insicurezze che dominano l’animo umano. Una serie che non è affatto facile da digerire e che non è adatta a tutti. Ciò non vuol dire che sia un prodotto elitario. Anzi, a fine visione è come se il pubblico avesse compiuto un viaggio bellissimo nei lati oscuri dei propri sentimenti, e negli angoli della coscienza in cui è difficile trovare la retta via.

Un puzzle complesso: la trama di Solos

Non è facile tratteggiare un profilo della nuova serie di Amazon Prime. Non c’è una trama ben specifica e non c’è un intreccio narrativo. La narrazione si focalizza su storie fuori dal mondo e fuori dal solito contesto contemporaneo in cui, uomini e donne, esseri umani e intelligenze artificiali si interrogano sui dubbi della vita e cosa significa vivere in mondo che ha tolto a tutti la capacità di emozionarsi per le piccole cose. Storie bellissime e profonde che spaziano su diversi temi come: il rimpianto, la solitudine e l’amore.

Ogni episodio ha un titolo che fa riferimento al singolo personaggio che cerca di trovare risposte sul senso della propria esistenza. Tom, ad esempio, rincorre la storia della sua famiglia in un percorso fatto di gioia e di rabbia; Peg, su una navicella spaziale lanciata nelle profondità dell’ignoto, si rivela al computer di bordo raccontando la sua gioventù fatta di troppe scelte sbagliate. Oppure come la storia di Jenny che, seduta in una sala di attesa, cerca di rimettere ordine nei ricordi perduti della sua esistenza, regalando un lungo flusso di coscienza sull’importanza di amare e di essere amati. Tutti gli episodi però, nella loro imperfezione, sono straordinariamente belli e potenti. Difficile eleggere il migliore o il peggiore.

Anne Hathaway, una stella tra tante stelle

Al di là di temi assai complessi e così filosofeggianti, Solos convince perché, a dar voce a tutta una serie di pensieri sulla vita e le emozioni umane, ci pensa un gruppo nutrito di attori molto celebri. Un dettaglio che fa la differenza. Nel cast spunta Anna Hathaway, l’indimenticata protagonista de Il diavolo veste Prada, che è la protagonista indiscussa dell’episodio cinque. Ma insieme a lei c’è anche Morgan Freeman, Nicole Beharie, Uzo Aduba, una fantastica Helen Mirren, Anthony Mackie – visto di recente in Falcon & The Winter Soldier – Constance Wu e Dan Stevens, l’ex divo di Downton Abbey. Grazie alle loro magistrali interpretazioni, il regista e il creatore della serie hanno avuto modo di spaziare con facilità in quel mondo così complicato che sono i rapporti umani.

Una serie fatta di monologhi lunghi 30 minuti

Creata da David Weil, che per Amazon ha lavorato insieme ad Al Pacino per la serie Hunters e il gruppo di ebrei che caccino i nazifascisti nell’America degli anni ’70, ha rivelato in un’intervista a Entertainment Weekly che non è stato affatto facile realizzare un prodotto come Solos. Prima che la serie tv fosse approvata da Amazon Prime, lo sceneggiatore aveva proposto l’antologia per il grande schermo ma non ha trovato spazio. "Nelle sale non è permesso avere un monologo lungo 30 minuti", ha confessato. Infatti, proprio perché la serie tv è composta da episodi più o meno scollegati l’uno dall’altro, trovare la giusta direzione non è semplice. "Volevo qualcosa di speciale – aggiunge il regista -. Qualcosa che potesse mescolare la fantascienza agli elementi del teatro classico. Volevo che fosse un progetto pieno di speranza e che potesse essere sia gioioso che terrificante", conclude.

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Perché vedere Solos?

Resta una domanda lecita, perché oltre ai temi di grande interesse, oltre alle splendide interpretazioni, Solos è una serie tv fine a se stessa. Il viaggio è bello, è emozionante, a volte anche commovente, ma la storia non buca realmente lo schermo. Resta solo un meraviglioso esercizio di stile per veicolare l’importanza dei rapporti sentimentali (soprattutto in tempo di isolamento forzato), ma oltre a questo c’è poco o altro da aggiungere. È da vedere perché si gusta con piacere, dato che gli episodi sono molto brevi, e piacerà a quel tipo di pubblico che è in cerca di qualcosa di più, oltre al mero intrattenimento. Ma Solos è una serie che si dimentica subito.

Amazon Prime e l’amore per l’antologia

Sta di fatto che sul colosso di Amazon questa non è di certo la prima e unica serie antologica. Sono tante le produzioni che, con l’ausilio di un cast di attori famosi, esplora la natura umana in ogni sua sfumatura.

C’è in catalogo, ad esempio, la deliziosa Modern Love, oppure la terrificante Lore. Senza dimenticare Electic Dreams che strizza l’occhio al Black Mirror di Netflix, e la recente Soulmates che esplora i rapporti amorosi. E infine la meravigliosa Tales from the Loop.

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