Quando femminismo e politicamente corretto offuscano la mente

Rula Jebreal ha rifiutato l'invito a Propaganda Live perché si è accorta di essere l'unica donna presente: quando l'integralismo ideologico va in tilt

Quando femminismo e politicamente corretto offuscano la mente

Partiamo dai fatti, ormai noti. Rula Jebreal ha rifiutato l'invito a Propaganda Live perché lei sarebbe stata in un parterre con solo uomini. Nel programma di La7 l'avrebbero voluta per parlare del conflitto tra Palestina e Israele, non per disquisire delle nuances di colore dei rossetti. Ma no, lei ha sbandierato sui social che non sarebbe andata. Evidentemente per lei la forma assume più importanza del contenuto.

Rula Jebreal ha innescato un cortocircuito a sinistra che rischia di far implodere i cervelli degli intellò. Mentre noi sgranocchiamo i pop-corn in attesa di capire come usciranno da questo impasse mica da ridere, nei salotti buoni si discute di informazione sessista e si propongono le quote rosa. Ah, che bella la mentalità dei politicamente corretti: urlano alla discriminazione di genere e poi chiedono la discriminante di genere. A Rula Jebreal non interessava discutere dell'argomento con persone competenti, lei voleva discuterne con altre donne.

L'integralismo ideologico è ormai diventato un ostacolo e Diego Bianchi, conduttore (sinistramente schierato), si è stupito: "Siamo diventati noi la notizia". Il femminismo a tutti i costi è stato anteposto da Rula Jebreal all'importanza del dibattito sulla crisi tra Israele e Palestina. Poteva dimostrare di avere qualcosa di più intelligente da dire rispetto ai colleghi uomini ma ha preferito frignare perché non c'erano altre donne.

Ha usato il pretesto (perché di questo si tratta) per tornare a far parlare di sé come paladina di una battaglia non rilevante. E non è rilevante nemmeno per lei a quanto pare, visto che un anno fa era attovagliata nel programma di Corrado Formigli insieme ad altri uomini, senza nessun'altra donna.

Superando l'integralismo ideologico telecomandato di Rula Jebreal, la donna contro le discriminazioni che apostrofò Nicola Porro come "uomo bianco" che in quanto tale non avrebbe potuto parlare, esistono dei ragionamenti che si possono fare in tal senso. Saremmo dei folli a negare la disparità di genere in termini di presenza televisiva tra esperti di sesso maschile ed espert... Un attimo, prima di proseguire mettiamoci d'accordo: esperte, espertesse o direttamente espert*?

Mentre ci aiutate risolvere questo dilemma, riprendiamo il filo. Dicevamo, è vero che la presenza maschile e quella femminile non sono egualitarie ma davvero è più importante chi dice cosa? Veramente l'informazione ha bisogno di quote rosa e non di persone competenti, al di là del loro sesso? E noi che pensavamo che per fare informazione e far capire a chi ascolta quello che si ha da dire bastasse conoscere l'argomento. Che ingenui che siamo, noi che prediligiamo il contenuto al contenitore.

Come siamo retrogradi noi che non ci preoccupiamo di verificare, calcolatrice alla mano, se la radice quadrata nel numero di uomini presenti in un dibattito sia uguale alla radice quadrata del numero di donne. Eppure, noi crediamo di essere dalla parte del giusto. Di donne competenti ne esistono tantissime, Rula Jebreal ne è probabilmente un esempio. Però sapere di essere state inserite in un dibattito culturale, o in ogni altra posizione, solo perché è stato imposto un numero minimo di donne, non è oltremodo svilente per l'intelligenza e la battaglia per l'affermazione femminile?