Quanti misteri sotto "La stazione"

Jacopo De Michelis debutta nella narrativa con un thriller "da maestri"

Quanti misteri sotto "La stazione"

Una città nella città. Un inferno sopra l'Inferno e in mezzo all'Inferno. Il luogo più nevralgico di Milano dove presente, passato e futuro continuano a incontrarsi in maniera frenetica. Così potremmo descrivere la Stazione Centrale che diventa protagonista con la sua personalità tentacolare del romanzo d'esordio di Jacopo De Michelis La stazione (Giunti). Così come quel luogo è una stratificazione di vissuti e di spazi assiepati uno sull'altro anche questo thriller sovrappone generi come il noir, il gotico, l'horror, l'avventuroso in 864 pagine di trama.

De Michelis ha collaborato come editor alla promozione di saghe come la Millennium Trilogy di Stieg Larsson, la Trilogia del Male di Roberto Costantini, la Trilogia sporca dell'Italia di Simone Sarasso, ma ha anche inaugurato una collana originale come Black Marsilio scoprendo talenti italiani del livello di Enzo Fileno Carabba, Franco Limardi e lanciando stranieri come Stella Duffy e Andrew Masterson. Dopo essere stato dietro le quinte per tanti anni Jacopo De Michelis sa dosare i tempi per raccontare nel suo La stazione le peripezie dell'ex poliziotto della Omicidi, Riccardo Mezzanotte, spostato alla Polfer per aver gestito male l'indagine su un imprendibile serial killer. Suo padre che aveva combattuto la malavita milanese di Turatello e Vallanzasca gli ha lasciato un'eredità ingombrante e lui non si è fatto ancora una ragione del suo assassinio. Eppure ora che è costretto a gestire rapporti illeggibili, ad arginare invasioni di tifosi sui convogli, a indagare sui misteri di un luogo dove il male alberga da tempo, Riccardo Mezzanotte comincia a percepire che forse quel posto che non gli è congeniale potrebbe cambiare per sempre la sua vita. Inizia a scoprirlo attraverso la banchina d'attesa alle biglietterie, gli spettrali luoghi abbandonati del vecchio museo delle cere e del cinema di terza visione (ormai tumulati da anni), il lussureggiante Padiglione Reale accessibile solo a pochi, i binari delle rimesse dove si rifugiano i barboni, i sotterranei abitati da topi e persone molto pericolose... Quando inizieranno ad essere ritrovati i corpi sezionati di alcuni animali all'interno della stazione, Mezzanotte si metterà sulle tracce del misterioso fantasma e inizierà anche a indagare su strane apparizioni legate al binario 21. Giorgio Scerbanenco sosteneva che «la Stazione Centrale di Milano è un pianeta a sé, è come una riserva di pellerossa nel mezzo della città» e Jacopo De Michelis si dimostra astuto esploratore letterario di questo luogo.

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