Rai prega Amadeus per il "ter". Lui dice no, poi "ni", poi forse

Già si litiga sulla prossima edizione. Ascolti così così, bene però gli spot. I due conduttori offesi: "Non è un flop"

Rai prega Amadeus per il "ter". Lui dice no, poi "ni", poi forse

La finale andata bene, una notte per riflettere e «Ama» torna sui suoi passi. L'altro ieri aveva escluso categoricamente un triplete. Ieri, nella conferenza stampa di chiusura, ha riaperto i giochi: ci penso. È sceso in campo l'amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini per convincere il conduttore a ripensarci, ad accettare l'incarico per il Festival 2022, che poi sarebbe il Festival 2021 mancato per via del Covid. «Quello che ho detto ieri l'ho detto in maniera consapevole - risponde il conduttore all'ad - L'idea è ora di fermarci un attimo. Poi se la Rai lo desidera, se il pubblico lo desidera, se si ritrova l'energia, vediamo. Ma servono forze e idee». Sarà per il 2022 o più avanti... «Magari a 70 anni».

La sostanza è che nei giorni del Festival Amadeus (e anche Fiorello) è rimasto scottato dalle critiche, da chi ha parlato di flop degli ascolti, dalle indiscrezioni su Alessandro Cattelan futuro e «più giovane» conduttore. E lui che si è fatto in quattro per realizzare l'edizione più difficile della storia si è risentito. In più l'altro ieri il direttore di Raiuno Coletta non è intervenuto prontamente a chiedergli ufficialmente di restare. Ci ha pensato Salini a metterci una pezza profondendosi in ringraziamenti e lodi sperticate, oltre all'invito a fare il «ter».

Però alcune amarezze restano. Il nervosismo in conferenza è palpabile. E «Ama» qualche sassolino se lo è tolto: «Chi ha parlato di flop - ha sbottato riferendosi a qualche giornale - deve chiedere scusa. Non ha senso parlare di ascolti quest'anno. Realizzare il Festival è stato un successo incredibile». Gli ha fatto eco Fiorello che, dopo aver fatto l'uccello del malaugurio sabato in diretta durante la finale («A chi verrà dopo di noi spero vada malissimo», aveva scherzato), ieri ha detto seriamente: «Ho sentito solo numeri. Sabato abbiamo fatto 14 milioni di spettatori. Mi chiedo, questi che parlano, cosa hanno visto?». Insomma: non si chiude in bellezza, per il prossimo anno, speriamo in altre condizioni, ci si pensa. Se non ci sarà Amadeus, si punterà su altri cavalli di razza Rai come Conti o Antonella Clerici. Si vedrà.

Comunque, alla fine, parlano i conti. La Rai, con sponsor e spot (e senza eventi collaterali), ha incassato 38 milioni di euro, un milione in più dello scorso anno e ha speso 18 milioni, quindi un guadagno secco di 20 milioni. Gli spettatori sono stati certamente in calo, in media nelle cinque serate si sono persi circa un milione e mezzo di spettatori e 8 punti percentuali (finale 10 milioni di spettatori con il 53% di share) rispetto allo scorso anno. Però bisogna tenere conto delle condizioni. E comunque - come spiega l'ad di Rai Pubblicità Tagliavia - «gli ascolti si contano, ma anche si pesano». Significa che il ringiovanimento dell'età della platea (più appetibile per la pubblicità) compensa il calo. E permette all'ad Fabrizio Salini di appuntarsi sul petto il «traghettamento» della Tv di Stato a Media Company.