La regina Elisabetta arriva a sorpresa in Scozia per la Royal Week

Elisabetta II, accompagnata dal figlio Edoardo e da Sophie di Wessex, è arrivata a Holyroodhouse per inaugurare la Royal Week

La regina Elisabetta arriva a sorpresa in Scozia per la Royal Week

La regina Elisabetta ha partecipato alla Cerimonia delle Chiavi che apre ufficialmente la Royal Week in Scozia. Una visita annunciata la mattina del 27 giugno, con pochissime ore di preavviso, come d’abitudine di Buckingham Palace ormai da qualche tempo. La priorità è la salute della sovrana, che deve essere preservata con il riposo e con impegni non troppo gravosi. Ciò non consentirebbe la programmazione di appuntamenti ufficiali con largo anticipo. Lo spirito vivace di Sua Maestà, però, è passato attraverso i sorrisi che ha regalato durante l’evento ed è riuscito persino a far passare in secondo piano la scomoda presenza del bastone.

La Cerimonia delle Chiavi

Il 27 giugno 2022, sotto un cielo plumbeo e una sottile pioggia (che un po’ invidiamo data l’ondata di caldo che ha travolto l’Italia) la regina Elisabetta è giunta e Edimburgo per partecipare alla Cerimonia delle Chiavi, svoltasi di fronte alla residenza di Holyroodhouse. L’evento inaugura ufficialmente la Royal Week, ovvero il periodo di tempo che tradizionalmente la monarca trascorre in Scozia tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Accanto a lei c’erano il principe Edoardo, che ha ispezionato la Guard of Honour al posto della madre e Sophie di Wessex.

La sovrana, abito celeste, tre fili di perle intorno al collo e il bastone che spesso l’accompagna nello svolgimento dei suoi doveri pubblici, è apparsa allegra durante l’evento. Il protocollo e la tradizione vogliono che il Lord Provost le consegni le chiavi di Edimburgo con questa formula: “Noi, il Lord Provost e i membri del Consiglio della Città di Edimburgo, diamo il benvenuto a Sua Maestà nella Città Capitale dell’Antico ed Ereditario Regno di Scozia e le offriamo per la sua graziosa accoglienza le Chiavi della bella Città di Edimburgo di Sua Maestà”.

La regina Elisabetta deve rendere le chiavi, rispondendo: “Restituisco queste chiavi con la ferma convinzione che non possano essere messe in mani migliori se non in quelle del Lord Provost e del Consiglio della mia bella Città di Edimburgo”. La regina Elisabetta rimarrà in Scozia fino al prossimo 1° luglio e, per ora, sappiamo solo che prenderà parte alla cerimonia delle Forze Armate in programma il 28 giugno 2022. Il Palazzo annuncerà a tempo debito gli eventuali, successivi impegni pubblici a cui Sua Maestà deciderà di essere presente. Tutto dipenderà dal parere dei medici e dalle condizioni fisiche della Regina.

Le spille “dal valore sentimentale”

Ancora una volta la regina Elisabetta ha espresso un messaggio attraverso le spille. Durante la Cerimonia delle Chiavi ne indossava due di inestimabile valore storico, economico e “sentimentale”, come riporta l’Express. Entrambe sono un omaggio evidente alla Scozia. A proposito della prima in alto la pagina Instagram “British Royal Jewels” scrive: “Lo stemma è disegnato a forma di Croce di Sant’Andrea e [vi compare] il Leone Rampante dello Stendardo Reale di Scozia sormontato da una corona e dal motto del reggimento ‘Nemo Me Impune Lacessit’ (Nessuno mi assale impunemente). La Regina è Colonnello in Capo del Reggimento” scozzese.

La seconda spilla, invece, raffigura il simbolo di Argyll and Sutherland Highlanders, cioè il reggimento di fanteria fondato nel 1881 e unitosi, il 28 marzo 2006, al Reggimento Reale di Scozia. In origine Colonnello in Capo del The Argyll and Sutherland Highlanders fu la principessa Louise, figlia della regina Vittoria. Il reggimento era stato creato in suo onore e, infatti, sullo stemma è presente la doppia “L” sormontata da una corona, mentre sulla sinistra troviamo la testa di un cinghiale (dallo stemma di Argyll) e sulla destra un gatto (dallo stemma di Sutherland). L’emblema è circondato da una ghirlanda di cardo. Fu proprio la principessa Louise a disegnarlo e oggi la regina Elisabetta lo indossa con una fierezza che neppure l’età e i problemi di mobilità hanno piegato.

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