San Valentino: la storia, le tradizioni e le ricette stellate di Chef Alessandro Circiello

Come si festeggia la festa di San Valentino nel mondo? Da dove nasce? Quali sono i cibi afrodisiaci? Questo e molto altro nel nostro speciale con tre ricette esclusive per i lettori de IlGiornale.it dello Chef delle star internazionali Alessandro Cerciello

Ph: Annca

Se siete innamorati, avete una fidanzata una moglie o una compagna, già da questa mattina vi sarete dati da fare tra rose e cioccolatini o un semplice pensiero rivolto all’amata o all’amato. Vi siete però mai chiesti perché proprio oggi, 14 febbraio, in tutto il mondo si festeggia la “Festa degli innamorati”? Esistono varie leggende in proposito, ma tutte riportano alla decisione della Chiesa di abolire i riti pagani e quindi cristianizzare, alcune pratiche che venivano usate proprio in quel periodo, come il “rito della fertilità”. Febbraio infatti, per gli antichi romani, era il periodo in cui si preparava la terra alla rinascita, quindi all’arrivo della bella stagione.

Fino al quarto secolo a.c. a metà mese di febbraio iniziavano le celebrazioni dei Lupercali che servivano a tenere lontani i lupi dai campi coltivati. Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali e i sacerdoti compivano dei sacrifici propiziatori all’interno della grotta dove la leggenda diceva che la Lupa aveva allattato Romolo e Remo. Inoltre i nomi degli uomini e delle donne che adoravano questo Dio, venivano messi in un’urna e poi sorteggiati da un bambino (una sorta di piccolo Cupido) e le coppie che si formavano dovevano vivere in intimità per un’intero anno fino alla conclusione del rito della fertilità.

La Chiesa che voleva mettere fine a queste usanze, cercò un santo da sostituire alla figura del Dio Lupercus e venne così scelto San Valentino, un vescovo martire romano morto due secoli prima, il 14 febbraio 273 che spese tutta la sua vita al servizio della comunità in un periodo in cui c’erano molte persecuzioni nei confronti dei cristiani. Oltre a questo, il Vescovo Valentino, venne ricordato anche come guaritore degli epilettici e “difensore degli innamorati”.

La leggenda narra infatti che avesse messo pace tra due fidanzati che stavano litigando, offrendo loro una rosa e invitandoli a pregare affinché il Signore mantenesse eterno il loro amore. Gli stessi tornarono da lui qualche anno dopo per farsi sposare. La storia si diffusa, e per questo motivo da quel momento in poi, molte persone andarono in pellegrinaggio dal vescovo ogni 14 del mese, giorno dedicato alle benedizioni, data ristretta poi soltanto al 14 febbraio giorno della morte di Valentino. L’unione con la festa degli innamorati si ha invece in tempi relativamente più recenti, circa nel medioevo quando si riteneva che a febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli e quindi del corteggiamento.

Come si festeggia nel mondo?

In Spagna si regalano fiori, soprattutto rose ed è usanza uscire la sera a cena a lume di candela insieme alla propria innamorata o innamorato. Chi può parte per Siviglia patria del sensuale fandango un ballo di origine andalusa dai movimenti lenti. Nei paesi anglosassoni, c’è l’usanza dei “valentine” che sono dei biglietti d’amore che vengono regalati dagli innamorati con la classica frase “Be My Valentine”.

Anche negli Stati Uniti dove il 14 febbraio oltre alla festa degli innamorati si festeggia anche quella della famiglia e dell’amicizia, esiste lo scambio di biglietti, spesso a forma di cuore, ma anche di scatole di dolci. In Giappone (con la speranza che anche con la presenza del Coronavirus ci sia la possibilità di un gesto d’amore) sono le donne a regalare i cioccolatini agli uomini, anche se non sono i loro mariti o fidanzati, e un mese dopo questi devono ricambiare il dono, regalando un cioccolatino bianco. In Argentina, San Valentino viene festeggiato per un’intera settimana scambiandosi dolci e baci anche solo tra amici. Non viene invece festeggiato in Russia e in altri stati dell’ex Urss, perché in maggioranza di fede ortodossa.

Dall’amore alla passione

Come dicevamo prima, spesso San Valentino si festeggia con una cena romantica, dove è tradizione gustare cibi considerati afrodisiaci. Questa parola deriva dalla dea greca Afrodite (per i romani conosciuta come Venere) dea dell’amore, della bellezza e della sessualità, nata non dalla spuma del mare, come viene spesso descritta, ma da quella scaturita dai testicoli di Urano recisi dal titano Crono. Questa galleggiò fino all’isola di Cipro dove la dea emerse dalle acque, ed in suo onore in molte città c’erano feste durante le quali si avevano rapporti sessuali con le sue sacerdotesse.

Nella cultura romana e greca c’era un’intima connessione tra cibo ed eros. Il Simposio ad esempio, era un momento dove la gastronomia, i piaceri intellettuali, quelli sensoriali in generale e l’eros in particolare, si fondevano per dare vita ad un grande spettacolo. È da qui che si inizia a parlare dei cibi afrodisiaci. Sia uomini che donne ricercavano particolari alimenti per stimolare la sensualità in modo da favorire più velocemente una gravidanza. Venivano quindi mangiati in particolar modo i testicoli di alcuni animali o prodotti del mare.

Tanti sono stati i personaggi che nel corso della storia hanno fatto uso di quelli considerati alimenti afrodisiaci, da Cleopatra a Caterina De Medici, che usavano mangiare spesso, scalogno, sedano e cipolle, o la Marchesa di Pompadour che era una grande consumatrice di cioccolato, champagne e tartufi.

Le ricette di San Valentino dello Chef Alessandro Circiello

E’ lo chef delle star internazionali, ha cucinato per Richard Gere, Madonna, il Dalai Lama, Bill Gates, Rania di Giordania, Monica Bellucci, Sofia Loren. Attualmente cura la rubrica di cucina di Buongiorno Benessere su Rai 1. Persino Vladimir Putin ha mandato 10 dei suoi cuochi a scuola da lui, per una full immersion della cucina italiana che adora Per i lettori de IlGiornale.it ha preparato tre ricette speciali da preparare per la cena di San Valentino. Un regalo stellato, per una cena che accenderà di sicuro la passione.

Carpaccio di Ricciola marinato alle rose

Ingredienti:

ricciola pulita g. 600

rose biologiche fresche g. 200

finocchi g. 400

curcuma g. 10

pepe rose g.3

germogli di piselli g.20

aneto fresco g. 10

olio extra vergine d’oliva q.b.

sale g. 200

zucchero di canna g. 50

Procedimento: come primo passaggio ottenere un trancio pulito e spinato di cernia per 600g. di cernia porlo in un vassoio di vetro o acciaio e unire sopra il sale e lo zucchero miscelati insieme nella dose indicata , unire aneto , rose biologiche non trattate ,coprire con carta pellicola e lasciare in frigorifero per almeno 24 ore. passato questo tempo sciagure in acqua corrente il pesce, asciugarlo e tagliarlo sottile . Disporre il carpaccio sul piatto con sotto dei finocchi tagliati sottili, ultimare con la curcuma emulsionata ad olio e pepe rosa cosi la curcuma con il pepe si rende biodisponibile. Decorare: con petali di rosa biologiche e non trattate.

Cuori di ravioli rossi con gamberi e basilico

Ingredienti:

pasta all’uovo g. 200

gamberi rossi g. 300

basilico g. 40

sedano , carote, cipolle q.b.

rape rosse g. 200

olio extra vergine d’oliva q.b.

patate viola g. 200

Procedimento: ottenere una classica pasta all’uovo con rape rosse bollite oppure un estratto di rape rosse , stenderla sottilmente e farcirla con patate viola bollite e gamberi sgusciati crudi. A parte in casseruola tostare le bucce e teste dei gambero con sedano, carote, cipolla e poco olio, unire acqua fredda e fare ridurre il brodo . A parte ottenere un pesto leggero con basilico, olio e ghiaccio frullarlo con un frullatore ad immersione, il ghiaccio serve per non fare surriscaldare il basilico durate l’operazione di frullarlo, in questo modo preserva colore e sapore. Composizione: disporre a centro piatto i ravioli bolliti in acqua spadellati con poco olio, unire sul piatto il brodo ristretto di gamberi , una parte dei gamberi spadellati e gocce di pesto di basilico .

Trancio di Cernia con purea al frutto della passione, germogli e fave di cacao

Ingredienti:

trancio di cernia g. 700

frutto della passione g. 100

topinambur g. 200

germogli freschi g.20

ravanelli g. 40

fave di cacao g. 20

mosto d’uva g. 40

olio extra vergine d’oliva q.b.

Procedimento:

in padella antiaderente con poco olio dorare il singolo trancio di cernia . La parte ottenere una purea con il topinambur cotto e frullato in alternativa possiamo usare sedano rapa o rape bianche, unire la polpa del frutto della passione, poco olio e frullare . Composizione: disporre a centro piatto la purea , unire i ravanelli tagliati a rondelle sottili, decorare con mosto d’uva, fave di cacao tritate, germogli e unire il trancio sopra.

Buon San Valentino