Sanremo, è ancora scontro tra Morgan e Soave. Il manager: "Mi sei costato 26mila euro"

Nuovo episodio del #bugogate a La vita in diretta, dove si è registrato un altro scontro tra Morgan e Valerio Soave, che accusa il cantante di mentire; il manager avrebbe tutte le prove di quanto dichiara

Screenshot Rai Play

Non si placa il #bugogate, come è stato ribattezzato sui social il caso di Morgan e Bugo al festival di Sanremo appena concluso. L'ennesimo scontro tra i due, anche se per interposta persona, è avvenuto questo pomeriggio nel salotto de La vita in diretta, dove Alberto Matano e Lorella Cuccarini ospitavano in collegamento Valerio Soave, manager del cantautore novarese.

Dopo il colpo di scena di venerdì, quando Morgan ha completamente rivoltato il senso della canzone portata in gara, declinando al negativo un'intera strofa del brano scritto da Bugo. Il cantante, a quel punto, è uscito di scena e non è più tornato. Inseguimenti per le vie di Sanremo, telefonate accorate e ricostruzioni, talvolta fantasiose, di quanto accaduto hanno animato la Riviera dei Fiori fino al pomeriggio, quando Bugo e Morgan hanno indetto due conferenze stampa distinte.

Da una parte il cantautore di Novara ha accusato Morgan di averlo insultato pesantemente prima di salire sul palco, apparentemente senza un motivo. Dall'altra il cantautore milanese che, invece, ha accusato Bugo di aver volontariamente rovinato la cover di Sergio Endrigo nella serata dei duetti ma, ancora peggio, ha puntato il dito contro Valerio Soave, manager di Bugo. Secondo Morgan, lui sarebbe l'artefice del clima teso nella coppia, dei sabotaggi per le partiture di Endrigo e di tutta una serie di situazioni che hanno fatto gridare il cantautore al mobbing.

La stessa versione è stata riferita da Morgan nel salotto di Live – Non è la d'Urso, dove l'artista ha anche riferito a Barbara d'Urso di aver subito una violenza da parte di Valerio Soave. Il manager ha prontamente smentito le sue parole il giorno successivo in collegamento a Storie Italiane con Eleonora Daniele e oggi ha replicato nel salotto de La vita in diretta. Inaspettata, però, è arrivata una telefonata di Morgan ad Alberto Matano e alla Cuccarini per smentire live quanto stava raccontando il manager e ribadire ancora una volta la sua versione.

Morgan si è ricollegato alle tante polemiche prima del Festival, quando Junior Cally è stato messo sotto accusa per la violenza dei suoi testi del passato. Il cantautore aveva espresso il suo scetticismo per la presenza del rapper e a La vita in diretta ha ribadito il concetto facendo un parallelismo con la sua storia: "Loro (i rapper, ndr) non sono dei poeti e i loro testi non potrebbero essere pubblicati. Siccome io, invece, sono una persona che si esprime con il testo poetico, quello è il mio linguaggio, non una reazione violenta, né volgare. Ho solo espresso il mio pensiero." Ha cambiato radicalmente le parole di un testo in gara, un'azione contraria al regolamento e anche su questo Morgan ha il suo punto di vista: "Io non ho fatto una cosa oltraggiosa, io mi sono espresso. Non è fuori dalle regole, è fuori dal regolamento. Ma un concorrente è libero di seguirlo o meno. Il regolamento del Festival non è una legge dello stato. Io sono un uomo di spettacolo, di palco, non di pace."

Nonostante Morgan non si reputi un uomo di pace, non esclude una riappacificazione con Bugo, al quale era legato da un'amicizia più che decennale, ormai compromessa. La colpa, a detta di Morgan, sarebbe ancora di Valerio Soave. "È stata distrutta da Soave, che ha scelto di buttare la benzina sul fuoco, ma mi deve ringraziare perché Soave sta facendo il grano", ha dichiarato Morgan ai microfoni de La vita in diretta, dove non si è fatta attendere la risposta del manager: "È tutto inventato, chi gli sta vicino lo porti a visitare. Lui sta inventando tutto. È tutta una favola. Morgan mi è costato 26mila euro, il soggiorno e tutto. Ho tutte le fatture... Si inventa tutto: lesioni, botte, insulti... È da curare." La verità sembra ancora lontana da venire a galla e bisognerà probabilmente attendere il responso delle sedi opportune.

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