Su Netflix arriva “Interceptor”, godibile action sull’offensiva nucleare

Una credibile ed agile Elsa Pataki è la protagonista di una pellicola femminista, adrenalinica e spaccona, con assonanze al genere B-Movie e con molti ancoraggi alla realtà recente

Su Netflix arriva “Interceptor”, godibile action sull’offensiva nucleare

Interceptor, il nuovo action originale Netflix in uscita domani sulla piattaforma e con protagonista Elsa Pataky, è quel che si dice un disimpegno divertente. Malgrado la narrazione infatti resti tesa, il film occhieggia ai B-Movie grazie a dialoghi gradassi e a spassose assurdità.

La sinossi, già ampiamente descritta nel trailer, vede il capitano militare JJ Collins (Elsa Pataki) ricollocata in una base isolata nel mezzo dell'Atlantico a gestire intercettatori di missili nucleari. La donna è caduta professionalmente in disgrazia dopo aver denunciato le molestie di un superiore. È appena arrivata in loco quando alcuni terroristi, guidati da Alexander Kessel (Luke Bracey), mettono a ferro e a fuoco l’installazione. Hanno appena rubato sedici missili russi puntandoli su altrettante città americane e sono lì per prendere il comando del sistema di difesa in modo che nulla possa frapporsi tra il loro intento e la distruzione dell’America. Sono nazionalisti bianchi che non si riconoscono più negli attuali Stati Uniti e sognano di ricreare un paese degno delle loro aspettative sulle ceneri di quello esistente. Programmano tutto da sei anni ma la presenza della nuova arrivata non era programmabile. La nostra eroina si barrica nella sala di controllo, decisa a sventare l’apocalisse imminente. Il tempo stimato prima che arrivi la squadra di rinforzo è di un’ora e mezza.

“Interceptor” vede tra i produttori il celebre marito della protagonista, Chris Hemsworth, che per l’occasione ha fatto da personal trainer alla consorte e l’ha resa all’altezza di un ruolo fisicamente impegnativo. L’attore compare nel film in un cameo, nei panni di un americano che segue gli eventi attraverso la tv e fa il tifo in maniera galvanizzata (gli mancano solo i popcorn). Naturalmente è una sorta di alter ego dello spettatore.

La figura al centro della scena è sicura di sé, femminista fino al midollo e non stupisce che in un film di questa foggia il Presidente degli USA sia una donna. “Interceptor” è figlio dei nostri tempi, specie nella sottotrama che emerge dai flashback nei quali si denuncia l’abuso di potere di un predatore sessuale. Oltre all'eco del meToo, si intuisce quello delle restrizioni da Covid. Il film infatti si gioca tutto in pochi metri quadri, mentre alla maestosa visione d’insieme relativa all’ambientazione in mezzo all’oceano pensa un ottimo rendering.

Tutto suona esagerato, ma fa parte del gioco: antagonista ed eroina sembra quasi flirtino a suon di frecciate, la Casa Bianca pare un gruppo d’ascolto davanti a un programma tv e nell’ultima parte siamo in una sorta di Mission Impossible al femminile.

La caratterizzazione della nostra Miss 14% (dalla percentuale di riuscita che le si prospetta) è quella che ti aspetti per un personaggio pronto a salvare il mondo. Cresciuta col dogma “mai smettere di lottare”, è una donna tutta d'un pezzo e con un grande amore per il padre, unico suo punto debole prevedibilmente sfruttato da chi voglia averla in pugno.

La resa dei conti prevede addirittura tre piccoli finali in successione, i primi due dall’esito scontato e il terzo per fortuna un po' meno.

Insomma, se cercate un film d’azione divertente, dotato della giusta tensione e di effetti visivi abbastanza solidi, che non abbia al centro della scena il solito Liam Neeson, “Interceptor” è quel che fa per voi.

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