The Walking Dead: World Beyond, la nuova serie tra noia e ripetizioni

The Walking Dead: World Beyond è la nuova serie che nasce come costola di The Walking Dead: una serie quasi adolescenziale che mostra tutti i difetti del prodotto da cui è tratta

Era il 2010 quando The Walking Dead debuttò prima sul canale AMC e poi, in Italia, su Fox. La serie, che si concluderà con l'undicesima stagione, ha avuto un successo planetario, tanto da portare alla creazione di altri prodotti ad essa legata. Come ad esempio la serie Fear The Walking Dead e, soprattutto, The Walking Dead: World Beyond, serie che debutterà il prossimo 2 ottobre su Amazon Prime Video e che vede tra i protagonisti il Nico Tortorella di Younger e Julia Ormond.

Se The Walking Dead seguiva un nugolo di superstiti che fronteggiava un mondo ormai alla deriva e popolato solo da zombie, The Walking Dead: World Beyond prende il via dieci anni dopo l'apocalisse e mostra una vita quasi normale. Stavolta i protagonisti sono dei ragazzi, la prima generazione che è riuscita a raggiungere l'età adulta dopo l'avvento dell'epidemia che ha rischiato di spazzare via l'umanità.

Al centro del racconto ci sono due sorelle Iris (Aliyah Royale) e Hope (Alexa Mansour) che vivono in una sorta di comune dove, pian piano, si sta cercando di costruire una nuova normalità. La loro quotidianità, fatta di lezioni, bravate e zombie che camminano oltre i confini dell'abitato, viene tuttavia scossa quando le ragazze ricevono la notizia che il padre, che è lontano alla ricerca di un vaccino, non è più al sicuro. Per questo motivo Iris e Hope decidono di lasciare il nido e di partire verso il pericoloso mondo esterno alla ricerca del padre.

The Walking Dead: World Beyond risente un po' degli stessi problemi messi in mostra nelle ultime stagioni dalla serie di cui rappresenta una costola narrativa, quello che si chiama uno spin-off. C'è decisamente una mancanza di azione che possa dare allo spettatore la sensazione di un ritmo incalzante, capace di tenere l'attenzione viva. Ci si concentra, invece, molto di più sull'identità e i dubbi dei protagonisti, aggiungendo di quando in quando qualche zombie per ricordare a chi guarda qual è il contesto in cui si muovono i personaggi. La struttura è così simile a quella della serie "principale" che si ha costantemente la sensazione di trovarsi davanti all'ennesimo déjà-vu.

È chiaro che questa situazione potrebbe cambiare con l'avanzamento della storia, ma l'introduzione di questo nuovo capitolo tratto dai fumetti di Robert Kirkman è decisamente sottotono. The Walking Dead: World Beyond sembra soprattutto una serie pensata per un pubblico adolescenziale: sembra in qualche modo ricalcare prodotti come Stranger Things e simili, che raccontavano di personaggi in un'età di trasformazione, coi loro dubbi e i loro traumi.

E se questo può apparire interessante da un lato, dall'altro sottolinea alcune scelte poco credibili, come l'idea di quattro ragazzini che hanno sempre vissuto in un luogo protetto e che di punto in bianco si trasformano in eroi capaci di attraversare un paese pieno di morti che camminano. Zombie che, oltretutto, sembrano essersi involuti, diventando quasi un tutt'uno con l'ambiente circostante: sono ricoperti di muschio e a volte sembrano ancora più lenti e più confusi.

In definitiva The Walking Dead: World Beyond è una serie che ha un pubblico specifico, quello dei più giovani, e che mostra un inizio claudicante, a tratti noioso.

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