Spigno e la città dalle mille anime

Non aveva mai pensato ad impegnarsi direttamente in politica fino a un paio di mesi fa quando la candidatura a sindaco di Pierluigi Vinai e l’impegno della lista Liguria Moderata lo hanno convinto a candidarsi in consiglio comunale. Filippo Spigno, 51 anni e quattro figli di professione avvocato, è riuscito a vincere ogni timidezza andando a conoscere le tante realtà di una città particolare e complessa come Genova. «Sono passato da Bolzaneto e Certosa ad Albaro, Manin e il Centro Storico. Ho cercato di conoscere zone della città che mi erano distanti. Un buon amministratore deve sapere come gestire tutte le realtà differenti che abbiamo sotto la Lanterna». Un impegno, quello di Spigno, nato con l’intento di dare un contributo alla collettività, un po’ come già fa nel tempo libero in alcune realtà dell’associazionismo cattolico: «La stanchezza fisica e il tempo rubato a famiglia e lavoro sono stati ampiamente ripagati dal rapporto con le persone che ho incontrato nelle strade. Non so se sarò eletto o meno, ma è già stata un’esperienza appagante - commenta Spigno -. Ho notato come ci sia fastidio verso chi da tempo è in politica mentre si apprezzino di più persone e movimenti nuovi come Liguria Moderata. C’è una parte di Genova che vuole un risveglio e non può essere Marco Doria a soddisfare questa esigenza, sono certo che Vinai possa arrivare al ballottaggio».

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