Un Kimi Antonelli così può servire anche alla Ferrari. Senza di lui e le sue vittorie, oggi sarebbe tutto un processo alla Scuderia di Maranello che anche dopo aver ribaltato la SF-26 non è riuscita chiudere la gara di Miami sul podio. La terza vittoria di fila di Kimi, invece, attira tutte le attenzioni e toglie un po' di pressione agli uomini in rosso. Possono continuare a lavorare in pace, tanto gli italiani hanno trovato altro a cui credere, altri per cui tifare. Kimi per la Ferrari è come la pillolina per abbassare la pressione. Perfetta per tenerla sotto controllo. Ma il fatto è che Kimi è bravissimo anche a sopportare la pressione che gara dopo gara aumenta attorno a lui. È sempre più leader del campionato, è sempre più l'uomo dei nuovi record, ma lui continua a ridere e scherzare come prima. Arriva in pista e rovescia il caffè addosso a Bono, prende una torta e la tira in faccia al meccanico che compie gli anni, scappa come un razzo per evitare la doccia di champagne dopo la foto ricordo con la squadra e quando lo prendono prova a difendersi: "Non posso berlo, non ho l'età".
Gioca con tutti, anche con gli avversari in pista. Lando Norris lo ha tallonato per più di 30 giri. Un leone che insegue una gazzella aspettando che inciampi. Ma Kimi, pur con quella macchia arancione fissa negli specchietti è stato imperturbabile. Come Beatrice Venezi dopo i primi attacchi dei musicisti della Fenice. Non ha sbagliato nulla, anzi quando Lando sembrava avvicinarsi, lui lo rimetteva a posto con un giro più veloce del solito. "Credo che sia stata la sua miglior gara finora. Mi ha ricordato il Kimi del karting e del suo anno in Formula 4 estremamente veloce ed immune da errori", ha detto Toto Wolff, sottolineando poi che "ora sarà importante assicurarsi che mantenga i piedi per terra. I suoi genitori svolgono un ruolo fondamentale in questo senso". Guarda caso la stessa frase che ha ripetuto Kimi mille volte dopo la gara, aggiungendo che adesso dovrà lavorare molto insieme al team sulla partenza, il suo unico punto debole". La Mercedes proverà a creargli attorno un anello di protezione. La famiglia farà il resto. Kimi l'anno scorso ha imparato sulla sua pelle che non si può dire sempre sì a tutti. "Non dimentichiamo che ha 19 anni, alla sua età non ero nemmeno in grado di prendere un aereo da solo", scherza Toto Wolff che non era così felice da un sacco di tempo.
Quel ragazzo bolognese sta togliendo la pressione anche attorno a lui che solo un anno fa era criticato da tutti per aver dato fiducia a un bambino. Il bello è che il bambino è cresciuto in fretta. Più in fretta di ogni previsione.