Chi sarà il nuovo ct della Nazionale?

Dopo le dimissioni di Prandelli si deve scegliere al più presto il nuovo allenatore che guiderà gli azzurri. Circolano nomi importanti

Chi sarà il nuovo ct della Nazionale?

Archiviata la figuraccia rimediata in Brasile, è già tempo di guardare al futuro per la Nazionale. C'è da mettere in piedi un nuovo staff che guidi gli azzurri nella qualificazione agli Europei in programma in Francia tra due anni. L'Italia se la vedrà contro Malta, Azerbaigian, Bulgaria, Norvegia e Croazia. Gli azzurri iniziano a giocare il 9 settembre, a Oslo, contro la Norvegia. Intanto circolano già i nomi sul nuovo ct: Allegri, Mancini, Spalletti, Guidolin. E dopo l'eliminazione della Russia dai Mondiali potrebbe essersi "liberato" anche Capello.

Allenatori importanti, chi con una forte esperienza internazionale, chi meno. Ognuno, ovviamente, porterebbe avanti un progetto diverso. Ma bisogna tenere conto di un dettaglio non secondario: fare il ct di una nazionale non è la stessa cosa che allenare un club. Nel secondo caso il mister vede i suoi ragazzi tutti i giorni, sul campo di allenamento, e può imbastire con loro, piano piano, un percorso di lavoro di un certo tipo, che parta dalla fondamenta. Un ct, invece, deve accontentarsi solo di pochi momenti fianco a fianco dei giocatori. Un lavoro completamente diverso, dove si deve partire già a razzo e c'è poco tempo (e spazio) per l'organizzazione. Come scrive oggi la Gazzetta dello sport, la scelta del ct si giocherà anche sul "tavolo della politica". Perché bisogna vedere chi andrà a guidare la Figc dopo le dimissioni di Abete. Se a guidare la federazione dovesse essere Giancarlo Tavecchio (presidente della Lega Nazionale Dilettanti), potrebbe prevalere la linea del risparmio. "Non possiamo permetterci un ct che guadagna due milioni l'anno", ha detto Tavecchio. E certi mister sono abituati (dai club) a cifre assai cospicue. A meno che il prestigio di poter allenare la Nazionale non li induca ad accontentarsi di un ingaggio meno profumato.

L'ex allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, 46 anni, è stimato nell'ambiente della Nazionale (e non solo). Dopo l'amaro esonero dei rossoneri è in cerca di riscatto e, nei mesi scorsi, si era parlato anche di una sua possibile esperienza all'estero (Inghilterra?). Ma se dovesse arrivare una chiamata per guidare gli azzurri siamo certi che la valuterebbe con molta attenzione, magari venendo anche incontro alla Figc a livello d'ingaggio. Conosce buona parte degli attuali giocatori che ruotano nel giro della Nazionale e con il suo lavoro potrebbe contribuire a rilanciarne alcuni (Poli ed El Shaarawy). Magari anche "recuperando" Balotelli.

Roberto Mancini, 49 anni, ha una notevole esperienza all'estero. Dopo aver allenato in Italia, infatti, è andato in Inghilterra, guidando il Manchester City (e vincendo il campionato), e poi è passato al Galatasaray, facendo uno "scherzetto" alla Juve di Conte in Champions. E' abituato a ingaggi più alti di Allegri, ma potrebbe anche lui accettare un sacrificio economico. Nel corso degli anni ha avuto modo di sperimentare, con successo, diversi schemi di gioco. Arrivato all'Inter riuscì a imprimere ai nerazzurri una mentalità vincente.

Luciano Spalletti, 55 anni, viene da un'esperienza già abbastanza lunga nello Zenit di San Pietroburgo, in Russia. Quando guidava la Roma ha fatto innamorare tutti per il bel gioco con il suo modulo 4-2-3-1, anche se non è andato oltre il quarto posto (in Russia invece ha vinto due titoli). Pure lui è abituato a cifre molto esose. Ma su questo, come già detto per i suoi colleghi, si può sempre trovare una soluzione. Considerato uomo dal carattere un po' spigoloso, potrebbe avere qualche problema nel ruolo di parafulmine del ct, che tradizionalmente attira le critiche un po' di tutti.

Francesco Guidolin, 58 anni, ha deciso di farsi da parte come allenatore, passando a un ruolo dirigenziale nella sua amata Udinese, che per ben due volte ha portato in Champions League, arrivando terzo in campionato nel 2011-2012 (davvero niente male per una provinciale). A differenza dei suoi concorrenti costerebbe molto meno. Non ha una grande esperienza internazionale anche se, con la sua ultima squadra, ha dimostrato di saperci fare davvero bene, valorizzando campioni che, poi, sono finiti in squadre di massimo livello (l'elenco sarebbe davvero lungo).

Fabio Capello, 68 anni, è il più anziano del gruppo, anche se vanta un'esperienza davvero ampia a tutti i livelli. Sia come club (MIlan, Real Madrid, Juventus e Roma, tanto per non farsi mancare nulla), sia come nazionali: ha guidato, infatti, sia l'Inghilterra, dal 2007 al 2012, sia la Russia, portandola agli ultimi Mondiali. Ma la mancata qualificazione agli ottavi, in un girone che non sembrava impossibile (con Belgio, Algeria e Corea del Sud), gli è valsa più di una critica.
Sulla carta potrebbe spuntare anche un nome a sopresa, non compreso fra quelli che abbiamo indicato. Ma il rischio di nuove figuracce sarebbe alto. E visto e considerato che a settembre si inizia a fare sul serio, non c'è tempo da perdere. La "rifondazione azzurra" deve partire subito. Partendo da un regista affidabile e capace.

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