Per un giorno a fare notizia non è il solito Sinner che continua a battere record con una semplicità disarmante (ieri un facile 6-2, 6-0 all'australiano Popyrin in 66 minuti, 25ª vittoria di fila e 30ª consecutiva in un Masters 1000 come Djokovic). La scena al Foro Italico di Roma se l'è presa il classe 1997 Andrea Pellegrino, diventato l'ammazza testa di serie. Dopo l'esordio nel derby con la wild card Nardi, ha poi eliminato Fils e ieri un top player come Tiafoe. Pugliese, un rovescio a due mani molto efficace, è cresciuto con l'amore per la terra rossa (nel febbraio scorso a Santiago ha perso ai quarti contro Darderi) ma in carriera è stato frenato da tanti infortuni e momenti di incertezza agonistica. Nel torneo della Capitale ha mostrato grande solidità, partendo dalle qualificazioni fino a conquistare i suoi primi ottavi in un Masters 1000 e forse l'ingresso nei primi 100 del ranking Atp.
L'attuale cavalcata davanti al pubblico di casa corona un percorso di crescita costante, ma oggi non prima delle 15 approderà sul Centrale dove incrocerà sua maestà Jannik. "Un avversario di categoria superiore ma cercherò di fare il mio massimo e di godermi l'atmosfera, sarà un'impresa complicata ma anche un'esperienza incredibile che mi rimarrà per tutta la vita", ha detto Pellegrino al settimo cielo.
Un solo precedente sui campi dell'Itf M25 di Santa Margherita di Pula, in Sardegna, nel maggio 2019: il doppio 6-1 senza appello per l'altoatesino appena 17enne ed era nel pieno della sua transizione dai tornei Future ai Challenger. "Quell'incontro me l'ero perso, eravamo altri giocatori, sono felice per quello che ha fatto", così Sinner che sul match vinto in scioltezza contro Popyrin ha aggiunto: "Io sono stato solido, c'era vento e non era semplice. E lui non ha servito bene, la sua arma più pericolosa".
I record battuti gli interessano poco ("quello che hanno fatto Federer e Djokovic per 15 anni di fila è incredibile, io faccio la mia storia per me e il mio team"), l'attenzione intorno a lui non lo infastidisce ("credo che l'affetto dei tifosi sia una cosa bella, proteggo invece la mia famiglia" - i suoi genitori anche ieri erano in tribuna così come i giocatori della Roma Malen, Rensch e Pisilli, ndr - e non esalta la facilità con cui supera gli avversari: "Sto solo attento alle scelte che faccio in campo, il risultato è una conseguenza. Cerco di controllare quello che posso controllare".
Sta di fatto che a Roma la strada inizia a essere spianata: dopo il derby che potrebbe di nuovo risolversi in fretta, la sfida tra Rublev e Basilashvili stabilirà l'avversario nei quarti. Che giocherà giovedì, sempre nel pomeriggio. Intanto Cobolli saluta il torneo: ko 6-3, 6-4 contro l'argentino Tirante. Oggi in campo Musetti e Darderi.