Djokovic, il re del tennis che ci conquista in italiano

Settimo trionfo e stacca Federer: "Grazie Jannik, noi leali. Sapevo non avrebbe fatto calcoli con Rune"

Djokovic, il re del tennis che ci conquista in italiano
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Poteva il numero uno del mondo perdere due volte in meno di una settimana, all'interno del torneo di tennis più importante dell'anno, contro lo steso avversario?

Trattandosi di Djokovic, risposta scontata: no. Nemmeno a Torino, nemmeno con il pubblico ovviamente quasi tutto dalla parte di Sinner, nemmeno avendo 36 anni contro i 22 del rivale. Novak Djokovic è semplicemente insaziabile: quando c'è da vincere, lui vince. E quando gli capita di perdere, il suo pensiero fisso diventa la rivincita da prendersi nel minor tempo possibile.

Detto e fatto: le Atp Finals sono sue per la settima volta, record assoluto avendo distanziato Roger Federer. Sinner lo omaggia con parole al miele, lui alza il pollice in segno di approvazione e stima reciproca, il pubblico lo applaude: «Ringrazio Jannik per i complimenti, deve essere orgoglioso per quanto fatto pur se questo non è il risultato che desiderava». Parla in italiano, Djokovic: lo fa sempre quando è nel nostro Paese, un posto che lui ama e dove si trova benissimo. «I miei bambini mi hanno dato la forza per vincere ancora, mi regalano gioia e serenità. E ringrazio gli appassionati italiani, perché la passione che c'è qui è qualcosa di incredibile: che si giochi a Roma, Torino o Milano è sempre uno spettacolo».

Applausi, inevitabili. Da parte di migliaia di persone che avrebbero voluto assistere al trionfo dell'azzurro ma che non possono non apprezzare il campione serbo e il suo stile, dentro il campo finché c'è da picchiare/accarezzare una pallina ma anche fuori per il modo in cui si pone. E parlare in italiano è un gesto di eleganza, a suo modo un regalo, forse un cerotto messo sulla ferita del pubblico che avrebbe voluto altro finale. «Auguro a Sinner di diventare il numero uno al mondo nel 2024 e di vincere uno Slam, può farcela», prosegue, «e dico anche che non avevo dubbi sul fatto che qualche giorno fa avrebbe giocato per vincere contro Rune: è vero che se avesse perso mi avrebbe eliminato, ma conosco la sua correttezza che è anche la mia. Lo scorso anno, per esempio, ho battuto Medvedev nel girone eliminatorio pur essendo già qualificato per le semifinali: lo sport è questo ed è bello che sia così, ben sapendo anche che ogni partita mette in palio punti e soldi importanti».

Superman o Cannibale? I soprannomi contano il giusto: Djokovic minaccia di andare oltre i 24 tornei del Grande Slam (record, certo) che ha già in bacheca, occupa la posizione numero uno al mondo per la settimana numero 400, ha vinto finora 98 tornei (terzo di tutti i tempi, a -5 da Federer) e, a 36 anni e 181 giorni, è diventato anche il vincitore più

anziano delle Atp Finals. Senza avere alcuna intenzione di smettere: «Sono orgoglioso e grato». Dietro l'angolo, le finali di Coppa Davis: con l'Italia e Sinner magari da reincontrare in semifinale. Allacciamo le cinture.

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