Dal dramma sfiorato al giallo Dressel. L'America ha paura

Anita nel sincro salvata dalla coach, Caeleb va via. La voce: teme baby Popovici che vince anche i 100

Dal dramma sfiorato al giallo Dressel. L'America ha paura

Dal dramma sfiorato al giallo Dressel. La quinta giornata di finali dei Mondiali di Budapest non passerà alla storia per l'Italia natatoria, stranamente rimasta a bocca asciutta dopo aver fatto finora incetta di trionfi e ori. Ma rimarrà invece negli annali per quanto accaduto alla Szechy pool, vasca del sincronizzato, nel corso della finale del singolo libero. Questi i fatti: sono all'incirca le 16.30 quando la statunitense Anita Alvarez sprofonda in piscina priva di sensi al termine del suo esercizio. Attimi di panico. Passano molti secondi. Perché nessuno interviene a salvarla? Per fortuna un angelo custode, che assume le sembianze dell'allenatrice degli Usa, decide di tuffarsi in acqua completamente vestita, soccorrerla e trasportarla a bordo vasca. È soltanto allora che il personale medico e paramedico presente in piscina interviene.

Trasportata in infermeria, trenta minuti dopo l'incidente, Anita Alvarez è stata giudicata fuori pericolo. Poco dopo quella tragedia sfiorata, è tornata in gruppo accolta dall'abbraccio del suo staff e dall'applauso di tutte le colleghe presenti nella vasca di allenamento.

«Non ho visto la sua gara ed è stato un bene altrimenti sai che paura mi sarei presa racconta l'azzurra Linda Cerruti, ancora quarta come nel tecnico . Sono felice che sia andato tutto bene e le faccio i migliori auguri. Già in passato (in un evento di qualificazione olimpica, ndr) le era accaduto di sentirsi poco bene e di soffrire di attacchi di panico. Ha anche deciso di togliere il tappa-naso. Io senza non ce la farei». Ad Anita questa scelta poteva costare cara.

Da una statunitense ad un altro, il fuoriclasse del nuoto Caeleb Dressel ha scelto di lasciare i Mondiali. Il sette volte campione olimpico aveva rinunciato l'altro ieri alla semifinale dei 100 stile libero. Ieri, la federazione Usa ha annunciato il suo ritiro perché la «priorità è la salute». Qualcuno ha storto il naso, pensando che Dressel, non in forma olimpica, abbia disertato apposta la gara ed evitato il confronto con il nuovo fenomeno della vasca: il bambino David Popovici, 17 anni, che ha approfittato dell'assenza di Golia Dressel per portarsi a casa il titolo iridato nei 100 (il nostro Miressi solo 8°), dopo quello già vinto nei 200. Popovici il predestinato arriva dalla Romania, Paese che ha già dato agli albori Camelia Potec, l'oro olimpico di Atene 2004 proprio davanti alla Pellegrini. Ora la storia è pronta riscriverla un ragazzo di Bucarest che ha iniziato a nuotare all'età di quattro anni. Il motivo? I genitori e un medico lo hanno incoraggiato a provare questo sport come forma di riabilitazione per via di un problema alla schiena, causato dalla curvatura della colonna vertebrale. «Ho battuto il primo record nazionale all'età di 10 anni. Da allora, sono diventato dipendente dalla sensazione che ti dà il posto più alto sul podio», le sue parole. Chi mai lo fermerà uno così?

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