Formula 1, partenza della stagione 2020 a luglio e nuovo budget cap?

In una lunghissima conference call, durata ore, sarebbe stata presentata una nuova idea di budget cap, per differenziare i costruttori dalle squadre clienti. Per la ripartenza invece, si punta a luglio con il Gran Premio d'Austria

Formula1, il lungo pomeriggio delle discussioni: la conference call di lunedì sei aprile è durata ore, fino al delineamento di una strada apparentemente percorribile da tutti.

Alla presenza dei vari team principal, Chase Carey e Ross Brown per Liberty Media e Jean Todt per la FIA, è stato concordato in primis l’arrivo del nuovo regolamento tecnico al 2022, senza ulteriori rimandi come proposto dalla Red Bull.

Questo punto fermo ha scatenato l’effetto valanga sulle altre decisioni: la necessità di contenere ulteriormente i costi, in modo da scongiurare la chiusura dei team minori, è stato il passo successivo. I mancati introiti della stagione non ancora in corso pesano come macini su scuderie quali McLaren e Williams, rendendo necessario già da ora la riduzione degli stipendi per personale e piloti: Sainz Jr e Lando Norris per primi si sono dimostrati disponibili accettando.

In una visione meno immediata invece, si è discusso notevolmente sulla possibilità di abbassare ulteriormente il budget cap fissato a 175 milioni di dollari per stagione.

L’alzata sugli scudi immediata da parte di Ferrari, Mercedes e Red Bull ha però creato una possibilità concreta: il compromesso di 150 milioni, con l’introduzione di una variabile necessaria, quella legata ai costruttori.

Questa ridotta cerchia di team infatti, deve sostenere un volume di costi per la ricerca e sviluppo decisamente superiore rispetto alle squadre clienti, le quali si limitano all’acquisto di componenti già ingegnerizzati.

Si guardi in particolar modo alle power-unit, gioiello tecnologico della Formula1 attuale. O ai cambi, alle trasmissioni, investimenti tecnici che logicamente ricadono solamente sui costruttori.

Definito questa possibilità, l’opzione del budget cap si è quindi spostata sulla definizione di una variabile di base, pari a cento milioni, a cui aggiungere una certa cifra per i costruttori e viceversa decurtarla ai clienti.

Per fare un esempio ipotetico: Ferrari avrebbe a disposizione una somma base di cento milioni, a cui aggiungere una quota legata allo sviluppo delle power-unit e altra componentistica. Alfa Romeo Racing Orlen viceversa, dalla cifra di cento milioni si vedrebbe decurtato la somma legata al mancato sviluppo della componentistica acquistata da Maranello.

Infine, la conference call ha poi analizzato il problema calendario 2020: sembra quasi definitivo l’annullamento o rinvio del Gran Premio del Canada previsto per metà giugno. L’opzione attualmente più probabile sembra la partenza della stagione di Formula1 nella tappa di luglio in Austria, sul circuito casalingo per la Red Bull.

Un’eventuale doppia gara sul Red Bull Ring è poi in considerazione, viste le due settimane presenti dal successivo Gran Premio di Silverstone, in Inghilterra. Cosa pare bocciata è l’opzione sul “circuito rovescio”, non essendoci di fatto l’omologazione in tal senso. Le vie di fuga, traiettorie e quanto correlato al normale svolgimento infatti, non corrispondono ugualmente nella versione contraria.

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