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Inter, Chivu e la finale che per lui vale doppia in tutti i sensi

La prestigiosa accoppiata con lo scudetto e l'adeguamento dell'ingaggio per il tecnico nerazzurro

Inter, Chivu e la finale che per lui vale doppia in tutti i sensi
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Vale più per la Lazio che per l'Inter, ovvio. Una è già campione d'Italia, l'altra rischia la seconda stagione consecutiva senza Europa. Però vale più per Chivu che per Sarri, che ha 67 anni, una storia tracciata e conosciuta, con pregi e difetti cui una Coppa Italia in più o in meno non aggiungerebbe nulla. A Chivu no, invece, Chivu ha bisogno del Double, e non solo per essere il secondo allenatore dell'Inter a farlo (errato dire che eguaglierebbe Mourinho 2010, e non serve nemmeno spiegare perché). Chivu vuole la Coppa Italia perché ha perso col Bodo in Europa e col Bologna in Arabia, perché ha perso col Milan e col Napoli, perché deve vincere anche una classica, un confronto diretto, e non solo il Giro d'Italia, cioè il campionato, e se perdesse anche stavolta la macchia sarebbe ancora più grande. Il Double, poi, gli servirebbe anche al momento in cui, fra 2 settimane, discuterà con Marotta il rinnovo del contratto, oggi in scadenza al 2027, e soprattutto il suo adeguamento, dagli attuali 2 milioni abbondanti, fino a 4, forse 5. "Ma va, per me non cambia un tubo", dice lui, quasi a schermirsi. "Se vinciamo sono felice per la mia squadra, un gruppo di uomini veri". Il feeling col gruppo lo sottolinea anche Lautaro, che torna capitano: "Chivu ci ha dato molto. Fuori c'era chi dubitava di lui, ma noi l'abbiamo capito subito e lui ha capito noi. Ha portato aria nuova, ci tiene tranquilli, ci fa sorridere", il confronto non detto col passato.

L'Inter vuole vincere. C'è la coppa da dedicare a Beccalossi. C'è la festa di domenica, da San Siro e per tutta Milano, che tutti vorrebbero fosse doppia. "Abbiamo fame e vogliamo riportare il trofeo a casa dopo 2 anni", sottolinea Lautaro. Chivu prima avverte che il prequel di sabato non conta ("loro avranno motivazioni diverse e noi dovremo essere umili e non pensare a quel risultato), poi si gode il momento: "Ci siamo meritati questa finale, così come abbiamo meritato lo scudetto".

A rafforzare la sua fiducia, c'è anche il probabile recupero di Thuram. "Si è allenato con noi, sta bene". Stamane la decisione, ma c'è aria di ThuLa. Formazione scontata, non c'è Calhanoglu, Esposito al massimo va in panchina.

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