La Juve è fumo di Londra. Figuraccia allegriana col Chelsea re d'Europa

I Blues schiantano con una brutta lezione i bianconeri. Che rischiano una big agli ottavi

La Juve è fumo di Londra. Figuraccia allegriana col Chelsea re d'Europa

Da una parte la squadra detentrice della Champions League nonché capoclassifica della Premier, dall'altra la Juventus che ancora non si è capito di che pasta sia fatta. Risultato: a Stamford Bridge i bianconeri hanno retto finché hanno potuto, salvo poi cedere praticamente di schianto nella ripresa. Il 4-0 finale è punizione dura ma giusta: netto il divario tecnico tra le due formazioni, diverso anche il passo e probabilmente pure la convinzione nei propri mezzi. Grazie al successo di ieri sera, la squadra di Tuchel ha così anche ribaltato l'1-0 subìto all'andata passando in testa alla classifica del girone: la Signora era comunque già qualificata per gli ottavi, ma certo diventa difficile immaginarla competitiva a certi livelli di qui alla prossima primavera.

La Juve del primo tempo veniva subito messa in un angolo. Senza Lukaku, in panchina come previsto, gli inglesi sbucavano ugualmente un po' di qua e un po' di là: Chilwell per cominciare, poi James su punizione respinta da Szczesny. I bianconeri faticavano a uscire dalla propria metà campo, anche se Locatelli provava a cucire il gioco e McKennie qualcosa combinava. Il problema erano semmai Bentancur e Rabiot: lento e impreciso, il francese veniva in realtà quasi sempre superato mettendo in difficoltà la retroguardia. Non a caso, per quanto su azione d'angolo, il vantaggio dei padroni di casa si concretizzava anche per un suo sonnellino in mezzo all'area: il tocco di mano di Rudiger (ex romanista) veniva giudicato involontario e Chalobah al primo gol in carriera in Champions - poteva battere di controbalzo a colpo sicuro. Gol meritato, nessun dubbio. Anche se di lì a poco Locatelli avrebbe inventato un passaggio smarcante per Morata, il cui pallonetto veniva salvato sulla linea dall'intramontabile Thiago Silva, 37 anni e non sentirli. Partita vera, comunque: Juve interessata a finire prima nel girone, Chelsea altrettanto motivato a vendicare il ko dell'andata. Non si vedeva quasi mai Chiesa e per Allegri era un guaio mica da poco: nessuno strappo, nessun guizzo, nessuno spazio da sfruttare in contropiede. Così era ancora il portiere polacco a doversi impegnare sul solito James, stavolta pericoloso da destra. E quando anche Jorginho si iscriveva alla gara, diventava provvidenziale il guizzo in recupero di Bonucci per impedire a Hudson-Odoi di calciare da pochi metri. Chelsea superiore, insomma, pur se alcune (poche, comunque) trame dei bianconeri avrebbero forse meritato miglior sorte. Tutt'altra musica invece a inizio ripresa. James, scatenato, serviva il raddoppio dopo una decina di minuti, quindi un'azione da playstation con meravigliosi tocchi nello stretto cambiando due volte lato al pallone permetteva a Hudson-Odoi di mandare la Juve all'inferno prima che nel recupero segnasse anche Werner. Per la cronaca, i primi tre marcatori del Chelsea raggiungono insieme 62 anni essendo nati i primi due nel 1999 e il terzo nel 2000: giovani e già decisivi ai massimi livelli. Chapeau.

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