L'Atp cancella il torneo di Tel Aviv: la grave situazione in Israele non permette lo svolgimento

Dopo giorni di voci e smentite è arrivata la conferma ufficiale della cancellazione del torneo israeliano ATP di tennis, che si sarebbe dovuto svolgere a Tel Aviv dal 15 al 21 settembre 2014

L'Atp cancella il torneo di Tel Aviv

Ancora una volta, un conflitto causa la cancellazione di un evento sportivo; in questo caso si tratta del torneo maschile di tennis "Negev Israel Open" che avrebbe appassionato migliaia di spettatori nel mese di settembre. Curioso è il fatto che proprio questo torneo sarebbe andato a sostituire quello di San Pietroburgo, cancellato dopo ben 19 edizioni. Già nei giorni scorsi, con l'evolversi negativo della situazione nella Striscia di Gaza, l'ATP aveva preferito aspettare nel varare l'entry list del torneo, facendo intendere un possibile rinvio. A settembre, pertanto, nella settimana orfana di Tel Aviv, verrà disputato solamente il torneo indoor di Metz.

L'evento di Tel Aviv era stato presentato con grande entusiasmo da parte di Asi Tuchmayer, presidente della Federtennis israeliana. Quest'ultimo aveva dichiarato, infatti, che era dal momento in cui si è insidiato a capo della Federtennis che aspettava di poter riportare un evento di tale importanza proprio in Israele. Le condizioni di estrema difficoltà che circondano Gaza, però, non hanno permesso altre soluzioni alternative al rinvio del torneo.

È stato il chairman del circuito Atp Chris Kermode ad annunciare la decisione, motivando il fatto con l'impossibilità di assicurare, sia ai giocatori che ai fan, un'adeguata sicurezza e protezione.

La speranza è quella che il ritorno della pace permetta di riorganizzare il torneo per l'anno prossimo. Preso atto della decisione, Tuchmayer si è definito concorde con la stessa, dichiarando che la cosa più importante, in questo momento, è che le ostilità cessino.

538em;">Un vero peccato per Israele, che dal 1996 non ospita un torneo del circuito Atp; sconforto anche da parte dei giocatori, che avrebbero avuto l'opportunità di partecipare ad un torneo inedito, che si annunciava pieno di fascino. Si attende, intanto, un commento da parte del numero 1 del mondo Novak Djokovic, che ha trascorso l'infanzia tra le bombe di Belgrado e conosce bene cosa vuol dire vivere queste situazioni estremamente difficili.

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