Marco Melandri, ex pilota MotoGP e campione della 250, che ha preso parte ai test e alla presentazione in Malesia, fa i pronostici sulla nuova stagione al via.
Come vedi gli equilibri alla vigilia del campionato?
"Vedo Marco Bezzecchi e l'Aprilia molto competitivi. Dalla metà della scorsa stagione, la moto è cresciuta tantissimo grazie al lavoro del nuovo direttore tecnico Sterlacchini. Hanno perso un po' di esplosività su alcune piste, ma sono diventati molto competitivi in tracciati dove prima non lo erano. Anche Martin deve fare bene e me lo aspetto tra i protagonisti".
Marc Marquez è ancora imbattibile?
"Resta l'uomo da battere perché è un pilota completo, ma lo vedo provato fisicamente e mentalmente. L'anno scorso gli è costato molto e ora cerca di risparmiare energie per le gare. Direi che si trova nella fase della maturità".
E la Ducati?
"La moto 2026 ha ripreso la strada tracciata dalla 2024, cercando di sfruttare al meglio quanto fatto anche nel 25. A livello aerodinamico non hanno portato grosse novità, ma hanno ottimizzato un pacchetto già di per sé vincente".
Sarà l'anno del riscatto di Bagnaia?
"È andato forte. Ha firmato un lungo accordo con ogni probabilità in Aprilia, quindi è rilassato per il futuro, ma la convivenza con Marquez non sarà semplice".
Chi è il principale rivale di Marquez nella corsa al 10° titolo?
"Ad oggi direi Bezzecchi e suo fratello Alex".
Ci si aspetta anche una risposta delle giapponesi.
"Honda è ancora altalenante, ma sembra aver raggiunto il limite. Il progetto Yamaha è nato in modo complicato, con una moto che manca di potenza e grip al posteriore. Per una casa abituata al 4 cilindri in linea non è facile cambiare mentalità. Quartararo è apparso molto provato mentalmente, perché sa che la moto non è all'altezza. Acosta riesce a fare la differenza in KTM e Viñales sembra molto motivato da quando lavora con Jorge Lorenzo".
Si parla molto di una coppia Acosta-Marquez in Ducati ufficiale per il 2027.
"È possibile, ma mi azzarderei a dire che non mi sorprenderebbe se Marquez si ritirasse a fine 2026 dopo aver vinto il mondiale. Il suo recupero dopo gli infortuni degli ultimi 4 anni è stato incredibile. Ha fatto uno sforzo sovrumano e credo che quel calvario l'abbia segnato profondamente".
La stagione 2026 inizia sotto l'egida di Liberty Media. È l'inizio di una nuova era.
"Mi aspetto un cambio di passo soprattutto a livello di valorizzazione della personalità dei piloti per appassionare il pubblico e questo farà bene per uscire dal settore, ma sarà importante non snaturare lo sport e soprattutto mantenere un unico paddock per Moto3, Moto2 e MotoGp per la sopravvivenza delle classi minori. Criticabile l'idea dei circuiti cittadini, come l'Australia: le moto non sono macchine".
Il tuo circuito preferito?
"Phillip Island dove ho vinto in tutte e 4 le categorie, e il Mugello per la sua atmosfera unica al mondo".