Mancano gli steward, a Catania si gioca a porte chiuse

A Catania, il match contro la Casertana "chiuso" al pubblico. Polemica tra la società e il sindaco Salvo Pogliese mentre l'Andes chiede un tavolo di concertazione nazionale

Mancano gli steward, a Catania la partita si gioca a porte chiuse. E scoppia la polemica.

La gara tra gli etnei rossazzurri padroni di casa contro gli ospiti della Casertana (poi terminata col pareggio per 1-1) s’è svolta senza pubblico a causa di problemi legati alla mancata presenza degli addetti alla sicurezza allo stadio Massimino. Non c’erano abbastanza steward per garantire che la partita, reputata a rischio, si svolgesse in piena sicurezza. Quindi è stato necessario disputare il match, valevole per la sedicesima giornata del Girone Sud della Serie C, a porte chiuse.

La società aveva spiegato in una nota già sabato – e non senza una vena polemica - la situazione, scusandosi con gli abbonati e i tifosi: “Nonostante gli sforzi profusi, finalizzati all’individuazione degli steward nel numero richiesto dalle Autorità (105 per una gara ritenuta ad alto rischio e per la quale non era previsto l’avvio della vendita dei tagliandi per i residenti nella provincia di Caserta), il Calcio Catania sarà costretto a disputare in assenza di pubblico la gara interna con la Casertana. La mancata individuazione di un così alto numero di steward negli stretti tempi necessari (in mattinata il Catania aveva reperito complessivamente 37 steward, 20 guardie giurate e 20 ausiliari) è dipesa esclusivamente dalla concomitanza di numerosi altri eventi che vedranno impegnate le tante società di sicurezza contattate (a Palermo, Messina, Siracusa, Trapani, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Crotone) e dal diniego “consigliato” ricevuto da tanti steward catanesi contattati”. E quindi la rassicurazione: “Il Calcio Catania assicura ai propri tifosi di aver già provveduto a risolvere il problema insorto e garantisce che, dalla prossima gara casalinga, potrà presentare alle Autorità competenti la lista con tutti gli steward che verranno richiesti. Il Calcio Catania si scusa con i propri abbonati e con tutti gli appassionati che non potranno essere presenti al Massimino”.

Sui fatti è intervenuto anche il sindaco della città etnea, Salvo Pogliese, che, in un post pubblicato sui social, non ha usato mezzi termini per stigmatizzare l’accaduto: “Il clima surreale nel Massimino deserto in cui si è svolta la gara con la Casertana, è una penalizzazione inaccettabile per la passione delle migliaia di tifosi che si sono visti sottrarre la possibilità di sostenere la maglia rossazzurra. Le evidenti difficoltà societarie non possono condizionare oltremodo l’andamento di una stagione agonistica che tutti speravamo fosse quella della svolta, dopo anni di tribolazioni e delusioni”. E quindi ha aggiunto: “Oltre il momento contingente che punisce ogni tentativo di liberare l’entusiasmo e l’attaccamento ai colori della Città, è arrivato il momento di fare chiarezza, con lealtà e linearità, sulle prospettive di un patrimonio che prima ancora che alla proprietà e all’amministratore delegato, appartiene ai tifosi, ai simpatizzanti, agli sportivi, in una parola alla Città di Catania. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, avviando un percorso di confronto con gli organi societari a cu pur riconoscendo gli sforzi compiuti, vanno rappresentate le esigenze di una piazza che non può rassegnarsi al declino e alla rassegnazione. In tante occasioni, alcune anche drammatiche, questa comunità di cittadini ha dimostrato di avere la forza per potersi rialzare e risorgere dalle proprie ceneri”.

Parole che hanno fatto arrabbiare la dirigenza della squadra calcistica rossazzurra che ha replicato, con un’altra nota, alle dichiarazioni del primo cittadino che, dopo aver passato in rassegna alcuni punti di frizione tra le istituzioni e il club (tra cui la gestione dello stadio cittadino) si conclude così: “Caro Sindaco, il suo sembra più un appello indirizzato ad un’azienda fallita: il Calcio Catania non lo è, i dipendenti continuano ad andare al lavoro e chi ha la responsabilità della conduzione continua ad assumerla, quotidianamente, nonostante un clima funereo. Noi siamo vivi e determinati a fare del nostro meglio per il Calcio Catania”.

Nel frattempo arriva anche l’allarme da parte dell’Associazione Nazionale dei Delegati alla Sicurezza. In un comunicato, il presidente Andes Ferruccio Taroni chiede l’istituzione di un tavolo di lavoro: “Il caso Catania ben presto diventerà una realtà nazionale: serve quanto prima un tavolo di concertazione con tutte le parti in causa. E’ da tempo che lanciamo il grido di allarme su questo fronte – spiega Taroni – perché, dopo l’ultimo decreto del ministero dell’Interno sono pochi gli steward che riescono a presentare tutti i documenti necessari nel caso in cui non siano cittadini italiani. La situazione è critica in tutta Italia e presto si arriverà all’impossibilità di poter coprire i servizi minimi necessari, anche perché alcuni stadi lavorano con un organico ridotto rispetto alle esigenze reali, mettendo così a rischio la sicurezza di tutti gli spettatori”.

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