Mbappé e Modric, i numeri 10 leader silenziosi

Dalla sfida tra Francia e Croazia non uscirà soltanto la nazionale vincitrice della Coppa del Mondo, ma anche il nome del prossimo Pallone d'oro. L'erede di Cristiano Ronaldo e Leo Messi sarà uno tra Kylian Mbappé e Luka Modric

Uno è bianco, fa il centrocampista, ha l'intelligenza applicata ai piedi ed è quasi a fine carriera. L'altro è coloured, gioca come attaccante, ha due missili al posto degli arti inferiori ed è ancora un teen-ager. Altra differenza: il primo è croato, il secondo francese. Stiamo parlando ovviamente di Luka Modric e Kylian Mbappé, i protagonisti più attesi della finale mondiale in programma domenica alle 17 allo stadio Luzhniki di Mosca. Per entrambi sarà la partita della vita. In palio non c'è "solo" il titolo di campione del mondo, ma anche un premio che forse regala una gloria ancora più eterna e indimenticabile: il Pallone d'oro.

La "perla di Zara"

La storia di Luka Modric inizia 32 anni fa, nella città dalmata di Zara. Lì nasce il gioiello più brillante dell'ultima generazione del calcio croato e balcanico. Ma la sua infanzia è segnata da alcune tragedie. I paramilitari serbi gli uccidono il nonno, mentre insieme ai suoi familiari diventa rifugiato in una zona di guerra. Drammi di cui Modric non ha mai voluto parlare, neppure quando gli si sono spalancate le porte del successo. Che arriva progressivamente, partendo dal settore giovanile della Dinamo Zagabria. Prima di esordire in prima squadra, il 17enne Luka viene mandato a farsi le ossa in Bosnia, allo Zrinjski di Mostar. Lì il suo talento è sprecato e dopo un anno va in prestito all'Inter Zapresic, Serie A croata, che trascina a uno storico secondo posto a suon di gol e assist. A quel punto la Dinamo gli affida le chiavi del suo centrocampo. Il ragazzo, al posto dei piedi, ha due lampadine e tre occhi al posto di due. In tre stagioni alla Dinamo Zagabria colleziona 94 presenze e 27 gol. Spicca il volo.

Nel 2008, a 23 anni, Modric passa al Tottenham in cambio di 16,5 milioni di sterline. Nell'affare rientra anche uno strano accordo con il presidente della Dinamo, Zdravko Mamic, in base al quale continuerà a trasferirgli una certa somma di denaro ogni anni sino alla fine della sua carriera. Una vicenda torbida che non si è ancora conclusa. Ma il popolo croato dimentica tutto, visto che il "Piccolo Principe" - uno dei tanti soprannomi che si è visto affibbiare negli anni - continua a regalare magie. In Premier League come in nazionale, della quale diventa con il passare degli anni colonna portante e capitano. La vera svolta della sua carriera risale al 2012, quando a bussare alle porte del Tottenham è il club più prestigioso al mondo: il Real Madrid, che per 42 milioni di euro lo porta in Spagna. È l'inizio della fase più vincente della carriera di Modric, che con la camiseta blanca vince tutto: Coppa e Supercoppa di Spagna, scudetto e soprattutto 4 Champions League, 3 Supercoppe Uefa e altrettanti Mondiali per Club. Ora l'incredibile occasione di passare alla storia con la nazionale croata. Senza ombra di dubbio, l'impresa più difficile.

"Donatello" sulle orme di Pelé

Si può essere ad appena 19 anni e mezzo i grandi favoriti per la vittoria del Pallone d'oro? Sì, se sulla propria carta d'identità c'è scritto Kylian Mbappé. Il talento più fulgido del calcio internazionale ha confessato di non avere neppure pensato a questa eventualità. "Voglio solo la Coppa", ha detto nell'ultima conferenza stampa. Ma dopo l'uscita di scena di Ronaldo, Messi e Neymar, il favorito numero uno non può che essere lui. E chi se ne importa dell'età. Anche perché è una vita che Mbappé brucia le tappe. Cresciuto in una famiglia di sportivi di origini camerunensi e algerine, Kylian è sempre stato un passo avanti rispetto ai suoi coetanei. Cresciuto nel piccolo club parigino del Bondy, nel quale lavorava come dirigente il papà, Kylian passa giovanissimo all'accademia calcistica più importante di Francia, l'INF Clairefontaine. Qui migliora e matura in fretta, al punto da suscitare l'interesse di club come il Psg, Real Madrid e Monaco. È proprio il club del Principato a strapparlo alla concorrenza, facendolo crescere nel proprio settore giovanile con sede poco sotto La Turbie, vicino a Montecarlo. Ma il vivaio gli sta stretto.

Mbappé brucia le tappe e a nemmeno 17 anni debutta tra i professionisti, nel match di Ligue 1 contro il Caen. Le sue qualità - velocità, dribbling, conduzione della palla, freddezza sottoporta - sono già evidenti, ma il ragazzo va fatto crescere con tranquillità. La sua prima stagione al Monaco scorre lentamente, qualche altro spezzone di gara per 11 presenze complessive. L'esplosione avviene nella stagione 2016/2017, quando Kylian conquista una maglia da titolare. In campionato segna 15 gol in 29 presenze, ma fa parlare di sé per il suo rendimento eccezionale in Champions League: 6 reti in 9 presenze tra cui quella siglata a Gigi Buffon nel ritorno della semifinale. Su di lui si scatena un'asta internazionale, alla fine la spunta il Psg grazie a un investimento complessivo di 180 milioni di euro, 10 per ogni anno di età del franco-camerunense, il 2° calciatore più pagato della storia. Anche il c.t. della Francia, Didier Deschamps, nota il suo talento fuori dal comune e lo fa esordire nelle qualificazioni ai Mondiali di Russia. Dove Mbappé sta incantando il mondo grazie a 3 gol e soprattutto alla cavalcata contro l'Argentina che gli ha regalato alcuni paragoni importanti, da Henry a Ronaldo fino ad arrivare al mitico Pelé. Che si è congratulato con lui con un post su Twitter. Ora la finale contro la Croazia. Il Pallone d'oro è lì. Modric permettendo.

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