Michela, l'argento dopo i lividi trascinata da Omar il tranquillo

La Moioli demoralizzata dopo la caduta nell'individuale si riscatta e ringrazia. Visintin: "Motivata dalla sua serenità"

Michela, l'argento dopo i lividi trascinata da Omar il tranquillo

Aggiungi un argento alle tavole (da snowboard). Dopo il bronzo di Omar Visintin nel singolo maschile, l'Italia del cross è salita di nuovo sul podio grazie al secondo posto ottenuto nella Mixed Team, ossia la prova mista a coppie all'esordio nel programma a cinque cerchi. Stavolta, oltre a Visintin, festeggia pure Michela Moioli, che si riscatta dopo la grande delusione dell'individuale, gara in cui non è riuscita a difendere l'oro vinto quattro anni fa PyeongChang.

Un argento che, dunque, sa di parziale rivincita per la bergamasca dell'Esercito. Che racconta: «Sto sorridendo di nuovo dopo la caduta dell'altro giorno nella gara individuale. La ferita per come è andata quella gara c'è, ma ci tenevo veramente tanto a portare a casa una medaglia con Omar. Io ero tesa, molto, però avevo Omar che, oltre a partire davanti, mi ha trascinato con la sua tranquillità». La finale è stata appassionante, una sfida testa a testa contro i due vecchietti degli Stati Uniti. Prima, nella frazione maschile, Visintin ha chiuso ad un passo dal 40enne Nick Baumgartner, al termine di una prova tatticamente perfetta, con una partenza sicura e recuperando terreno sulle parti di scorrimento fino a terminare in seconda posizione a quattro centesimi. Poi, Moioli ha messo in campo tutta la voglia di riscatto dopo la sfortunata semifinale del singolo femminile, combattendo sul tecnico tracciato cinese e arrendendosi solamente a Lindsey Jacobellis, 36 anni, che ha trovato il secondo oro in questa rassegna a cinque cerchi.

Peccato per l'altra coppia italiana formata da Lorenzo Sommariva e Caterina Carpano, a cui è sfuggito il bronzo nella lotta contro il Canada, altrimenti ci sarebbero state due tandem azzurri sul podio. Un podio dove è risalito Omar Visintin, dopo il bronzo dell'individuale: «Non ci si abitua mai commenta il Baffo di Merano, il soprannome dell'altoatesino dell'Esercito -. Siamo una grande squadra. Ci avrei messo una firma per l'argento e il bronzo. Dopo la gara individuale sapevo che la prova a squadre sarebbe stata una grossa possibilità di medaglia, soprattutto con Michela che è in formissima». Visintin torna dunque a casa con al collo due medaglie: e pensare che il 10 dicembre scorso a Montafon, in Austria, in una caduta s'è fratturato un gomito e ha riportato un trauma cranico con commozione cerebrale. L'hanno portato via in elicottero. «Ho lavorato nell'ultimo mese e mezzo per essere qui dopo l'infortunio; i medici mi avevano detto che ce l'avrei fatta e io ho cercato di vivermela bene, anche se non fossi stato al 100%.

Sicuramente perdere un mese completo di allenamento mi ha tolto forza nel braccio e nella parte alta del corpo. Quel mese l'ho sfruttato per riposarmi, per star tranquillo e godermi la vita a casa». Il riposo del soldato.

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