Milan-Juventus, fallo di mano di Calabria: scoppia la bufera

Non si placano le polemiche dopo il rigore concesso all'ultimo minuto dall'arbitro Valeri per fallo di mano di Calabria. Ecco cosa dice il regolamento

Polemiche roventi dopo Milan-Juventus, finisce nell'occhio del ciclone il rigore concesso dall'arbitro Valeri ai bianconeri per fallo di mano di Calabria poi trasformato da Cristiano Ronaldo, allo scadere della partita.

Una nuova bufera arbitrale dopo il pareggio di ieri a San Siro nella semifinale d'andata di Coppa Italia. La Juventus soffre per lunghi tratti un ottimo Milan, passato in vantaggio grazie ad un gol del croato Rebic. Gli uomini di Maurizio Sarri acciuffano il pareggio al 90' con l'assegnazione di un calcio di rigore alla Juve per fallo di mano di Davide Calabria su una rovesciata di Cristiano Ronaldo. L'arbitro Paolo Valeri, dopo non aver concesso la massima punizione in presa diretta, è stato richiamato dal Var ad una on-field review ed è tornato sui propri passi cambiando decisione. Ma perchè Valeri ha concesso il calcio di rigore alla Juventus dopo il tocco di mano di Calabria?

Cosa dice il regolamento

La regola del fallo di mano lascia infatti ampio spazio alla discrezionalità dei direttori di gara e utilizza una terminologia piuttosto ambigua in alcuni passaggi, definendo casistiche e situazioni "di solito" punibili. Secondo il regolamento:''È di solito un’infrazione se un calciatore tocca il pallone con le mani / braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo''. Nello stesso tempo non sono elencati casi su cui "di solito" è possibile sorvolare: ''Ad eccezione delle suddette infrazioni, di solito non è un’infrazione se il pallone tocca le mani / braccia del calciatore se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino o se mani / braccia sono vicine al corpo e non si trovano in una posizione innaturale tale da aumentare lo spazio occupato dal corpo''.

Come evidente non si fa riferimento alla posizione del giocatore rispetto all'avversario: il fatto che Calabria fosse di spalle, dunque, non aiuta a chiarire i dubbi. La posizione delle braccia del terzino rossonero – del tutto naturale, considerando che il calciatore era in caduta – contribuisce ad aumentare il volume del corpo ed è con ogni probabilità la ragione per cui Valeri ha ritenuto sanzionabile il suo tocco di mano. Sembra in ogni caso interessante considerare un precedente: il fallo di mano di Cerri in Cagliari-Brescia, durante il campionato di Serie A in corso. Una situazione presa a modello da Nicola Rizzoli, designatore arbitrale, per spiegare la linea da adottare in questi casi: "Questo non è rigore". L'arbitro Valeri, evidentemente, ha ravvisato delle differenze sostanziali nella dinamica dell'azione decretando il rigore per i bianconeri.

Le polemiche post partita

Mentre impazza la polemica sui social, l'allenatore rossonero Stefano Pioli tuona: ''Mi ricordo benissimo la riunione con gli arbitri e le parole di Rizzoli (riferimento al rigore concesso al Cagliari alla prima giornata ndr). Calabria non vedeva la palla e saltando doveva usare le braccia e non aveva avuto neanche il tempo di toglierle visto che è stato colpito che era ancora in area. Sono un po' confuso perché non capisco quali falli di mano vanno fischiati e quali no. Io dico che un giocatore non può scomparire e oggi non era rigore per me''.

Di tutt'altro avviso Maurizio Sarri che ha commentato così l'episodio: ''Con le norme attuali il rigore è clamoroso. Anche se io non sono completamente d’accordo con la norma, non è che se non mi piace la legge allora vado a delinquere. Non mi sento avvantaggiato perché ce ne era uno prima per la gomitata in faccia a Cuadrado''. In attesa del ritorno del 4 marzo a Torino, che a questo punto si preannuncia a dir poco infuocato.

Segui già la nuova pagina Sport de IlGiornale.it?