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Dal pdf di Baggio alle frasi di Allegri: profezie inascoltate di un settore in tilt

Il Divin Codino e il tecnico sottolineavano l'esigenza di far lavorare maggiormente i giovani sulla tecnica

Dal pdf di Baggio alle frasi di Allegri: profezie inascoltate di un settore in tilt
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Prima Roberto Baggio, poi Max Allegri. Due nomi importanti e vincenti del nostro calcio. Il primo nel 2011 fece cinque ore di anticamera in Figc (così raccontò il Divin Codino) per presentare un piano dettagliato di 900 pagine, dal titolo "Rinnovare il futuro", con progetti concreti per rilanciare il movimento. Il secondo, sei anni più tardi, dopo una gara della Juventus regalò parole che dettavano la ricetta di allenamento per i giovani calciatori.

Profezie inascoltate, consigli ignorati da un mondo, quello federale, che ha dovuto incassare con la Nazionale una sola gioia (l'Europeo 2021 dell'era post Covid) e tanti dolori (tre Mondiali mancati, una Nations League persa in casa e l'ultima edizione del torneo continentale disastrosa). Sullo sfondo hanno risuonato le frasi scritte da uno dei numeri 10 più iconici del football mondiale e le parole urlate da uno dei tecnici più prestigiosi.

Baggio, che aveva dato tanto alla Nazionale, sentiva ancora il peso di quel rigore calciato (dopo un recupero record da un infortunio) sopra la traversa nel Mondiale americano del 1994. E così preparò una proposta non qualunquista, non un sommario ripulisti, ma un rapporto studiato nei minimi dettagli. In quelle 900 pagine si puntava sull'esigenza di dotarsi di "strutture sportive adeguate, un centinaio di centri federali". Poi su una raccolta dati, al monitoraggio a livello periferico, alla formazione di istruttori federali che avessero una laurea, un passato professionistico e buone qualità educative. E alla creazione di un gruppo di studio permanente in costante contatto con gli uomini di campo. E già allora Baggio aveva capito come stesse cambiando (in peggio) il metodo di allenamento per i più piccoli, cosa che anche oggi in tantissimi sottolineano, ovvero l'esasperata attenzione dedicata alla tattica invece che alla tecnica.

Parole poi ribadite da Allegri nel 2017: "In un campo 110x70 si gioca e si corre con i piedi, ci sono i contrasti e poi si dice che vincono gli schemi. Se fosse così allora Messi non varrebbe 250 milioni o Ronaldo 400.

I giocatori sin da piccoli vanno fatti lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale perchè non sento una volta un gesto tecnico, a calcio si viene allo stadio e si guardano i gesti tecnici dei giocatori singoli. Poi bisogna dare un'organizzazione difensiva, il calcio è molto semplice, non lo rendete complicato". Messaggi inascoltati. E le delusioni azzurre e dei club nelle Coppe continuano ad arrivare...

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