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Inter, è una coppa che vale

Pratica chiusa nei primi 45' con l'autogol di Marusic e il raddoppio di Lautaro. Missione doblete compiuta. Chivu & C. consegnano ai tifosi anche la decima coppa Italia

Inter, è una coppa che vale
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Double come nel 2010 (quando arrivò anche il tris con la Champions grazie a Mourinho) e Coppa Italia della stella. Senza il neo europeo del Bodo, si parlerebbe di stagione perfetta per l'Inter. E per Cristian Chivu, che imita il maestro portoghese infilando una doppietta storica alla prima stagione intera fra i professionisti. Con tanto di rinnovo del contratto fino al 2028 (e adeguamento da 2,1 a 3 milioni) pronto da firmare. La curva di fede nerazzurra inneggia al suo condottiero della panchina mentre in campo la squadra fa valere la sua superiorità tecnica.

Finisce come quattro giorni prima nell'"amichevole" di campionato, anzi con un gol in meno segnato dalla truppa di Chivu. Ma stavolta dalla Lazio, chiamata a salvare una stagione da incubo, ci si aspettava qualcosa di più. Non fosse altro per il ritorno del pubblico di fede biancoceleste, bruciato però come i giocatori dal fuoco nerazzurro che in Italia non ha lasciato nemmeno le briciole agli avversari. Sarri, confinato come un leone in gabbia in un box sopra la tribuna stampa dalla squalifica, aveva chiesto follia alla sua squadra. Che ha invece subìto il palleggio, la verve e l'estrema pericolosità degli avversari, capaci di far male in qualsiasi iniziativa offensiva.

L'autogollonzo di Marusic che spacca l'equilibrio della sfida spiana la strada alla squadra già favorita in partenza, il gol di Lautaro (22° in stagione in 39 gare e il terzo in una finale di Coppa Italia, come gli altri due ex nerazzurri Crespo e Cruz) non fa che mettere in ghiaccio la gara. Per il "Toro" la 175ª rete con la maglia dell'Inter: ora ha superato Boninsegna ed è terzo nella classifica dei marcatori nerazzurri all-time dopo Meazza e Altobelli.

La partita vive di sprazzi laziali (poco insidiosi per la verità, degno di nota il tiro di Dia murato da Martinez) e di un'attesa interista, pronta alle ripartenze come quella nella quale il "cioccolatino" di Dimarco non viene sfruttato da Luis Henrique, mentre Zielinski non inquadra la porta da dentro l'area. Il tutto fra gli applausi scroscianti dei tifosi interisti in un Olimpico da tempo mai così pieno e con tanti vip presenti in tribuna: da Roberto Baggio a Mancini passando per Ferrara, Capello e i due ex di entrambe le squadre Boksic e Vieri che portano a bordo campo il trofeo.

Nel finale accenno di rissa - subito sedato - per un intervento duro di Pedro su Dimarco. Poi la festa per la decima Coppa Italia dell'Inter può cominciare, mentre Sarri incassa un'altra delusione (terza finale su tre persa).

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