
Carlos Alcaraz dice che lui e Sinner non potranno mai essere intimi finché giocano a tennis. Non è questione di odiarsi: quello si dice è riservato alla pallina. È questione che ci vuole rispetto, anche simpatia, ma amici mai: "Come farei poi a scendere in campo per batterlo?". Lo spagnolo ha sicuramente ragione da suo punto di vista, ma poi - in un sabato italiano di New York succede l'incredibile: sì, è vero, gioca Sinner contro Shapovalov; ma soprattutto c'è Lorenzo Musetti contro Flavio Cobolli, terzo turno, un derby mannaggia. Ma come si fa?
Amico contro amico, fratello di tennis contro fratello di tennis: due 23enni che hanno passato la pandemia a cucinare assieme collegati in streaming, che poi tra l'altro era la stessa cosa che facevano Panatta e Bertolucci, tanto per dire. Due ragazzi cresciuti insieme, che non avrebbero mai voluto incontrarsi in un giorno così, che poi tra l'altro non è pure mai successo da quando sono diventati tennisti per davvero. E insomma: da che parte la prendiamo questa partita? I precedenti dicono che ci sono due vittorie per Lorenzo: una all'Orange Bowl, avevano 10 anni, e poi un'altra nel circuito juniores. Per il resto ci sono anni di trasferte passate nella stessa stanza, a giocare la Davis dei giovani. E poi conoscenze comuni, chat di gruppo (con Giulio Zeppieri) e tante di quelle cose che succedono negli anni più belli della nostra vita. Poi, però, arriva il giorno in cui devi diventare grande, ed è oggi: "Quando sei in campo devi solo pensare a vincere dice Musetti -: ma alla fine non cambierà nulla".
E noi, invece, per chi tifiamo? Sinner per esempio resta super partes, anche se confessa di voler essere davanti alla Tv per vedere la partita: "Mi auguro che non mettano il mio match in contemporanea. Vedo Lorenzo un pochettino più favorito, Flavio arriva da due match vinti in 5 set. Mi piacerebbe, da italiano, un match così ai quarti o più avanti. Ma non si può scegliere". E neanche l'orario: vedrà forse l'inizio, visto che dovrà essere in campo nella seconda partita dell'Arthur Ashe (e quindi intorno alle 19.30) contro Shapovalov, canadese tennisticamente: "Avevo un problema al ginocchio, cercavo di resistere ma mi faceva sempre più male. Così ho deciso di curarmi, e quando son tornato a fine 2024 ho vinto a Belgrado: è stata la scintilla". Dennis dice anche che "Jannik non ha punti deboli, avrò poche possibilità: devo cercare di non lasciarlo dominare", ma non c'è comunque da fidarsi troppo, e di sicuro Sinner non lo fa. Intanto, comunque, l'Italia sa già di avere un tennista negli ottavi di finale.
Peccato invece per Jasmine Paolini che ha perso 7-6, 6-1 e si è smarrita contro la Vondrousova, vincitrice di Wimbledon '23 ma ora n°60.
E soprattutto per Luciano Darderi, che si è goduto il sogno di inizio tabellone di incrociare sull'Arthur Ashe proprio Alcaraz: è finita troppo in fretta 6-2, 6-4, 6-0, nonostante un dolorino alla coscia per cui lo spagnolo ha chiesto l'intervento del fisioterapista, e un dolorone muscolare che ha spento progressivamente Darderi. Ma comunque è stato bello, e poi si sa: Carlos, con la racchetta in mano, non è amico di nessuno.