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"Roubaix, prima l'avevo nel cuore. Adesso ce l'ho nel defibrillatore"

È stato l'ultimo italiano a vincere la classica. Fu poi costretto a lasciare le corse per problemi cardiaci

"Roubaix, prima l'avevo nel cuore. Adesso ce l'ho nel defibrillatore"
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L'animo inquieto di Sonny è sempre stato sole e tormenta. A tratti anche vento e gelo, pioggia e polvere: non poteva che vincere la Parigi-Roubaix, la corsa mai corsa e che mai e poi mai avrebbe pensato di vincere, ma nel momento in cui gli hanno detto che l'avrebbe disputata per la prima volta nella vita, ha pensato solo ad una cosa: vincerla.

È sole e tormenta Colbrelli. Vento e gelo, pioggia e polvere: non poteva che vincere la regina delle classiche, nonostante amasse il Fiandre?

"Se fosse stato per me avrei corso in eterno, ma il destino con me è stato beffardo. Quel 3 ottobre del 2021 ci misi tutto me stesso. Arrivai sfinito nell'infinito di una corsa che è tutto e il contrario di tutto: inferno e paradiso. Una Roubaix unica, visto che mai nella sua storia era stata corsa fuori stagione. Slittata per ragioni di Covid. Il via con il brutto tempo, il sole per celebrare una vittoria che ho nel cuore e da qualche anno nel defibrillatore" (ride).

Un viaggio interrotto bruscamente il 22 marzo del 2022.

"Sono al Giro di Catalogna, perdo la volata per un nonnulla, dopo il traguardo mi accascio collassato sotto gli occhi atterriti del pubblico. Arresto cardiaco. Il soccorso è immediato, così come la scelta del defibrillatore e resto su questa terra. L'addio alle corse il 15 novembre del 2022: ho scelto di vivere sereno, anche se mi è costato parecchio. Il magone ogni tanto riaffiora. Oggi va meglio, me ne sto facendo una ragione, ma credetemi non è facile, soprattutto quando ci sono certe corse".

Come quella che si corre oggi: la Roubaix

"Esattamente. Ho visto finalmente in serenità domenica scorsa il Fiandre di Pogacar: gara pazzesca".

Che Roubaix sarà?

"Comunque vada sarà uno spettacolo. Certe corse, con certi corridori, non possono che essere belle. Ho letto che ci sarà all'inizio anche un nuovo settore di quasi 3 km, molto duro, quello di Briastre. Lo affronteranno subito (sarà il quinto, ndr). Non si tratta di un tratto storico come la Trouée d'Arenberg, ma potrebbe rivelarsi decisivo fin dalle prime fasi di gara".

Inserito solo in alcune edizioni recenti (tra il 2017 e il 2019 e nel 2024), è considerato un settore raro.

"Secondo il direttore tecnico di Aso Thierry Gouvenou, in quel tratto le squadre potranno correre come delle bestie, aumentando il ritmo in modo brutale. La leggera salita e la difficoltà del fondo lo rendono paragonabile a una pendenza del 5-6% su asfalto, ma con un dispendio energetico molto più elevato".

Se pioverà

"Saranno dolori in tutti i settori".

Briastre non è solo un punto strategico, ma anche un luogo simbolico.

"Lì si ricorda un ragazzo morto per un attacco cardiaco in corsa. Si ricorda il belga Michael Goolaerts, scomparso nel 2018. Una stele lungo il percorso ne mantiene viva la memoria".

Il percorso 2026 prevede 30 settori di pavé per un totale di oltre 54,8 chilometri sui 258 complessivi.

"Tadej Pogaar e Mathieu van der Poel, i due grandi favoriti, potrebbero scatenare l'inferno fin da subito, senza aspettare i settori più iconici come il Carrefour de l'Arbre".

Chi è il suo favorito?

"Sono quasi certo che il nostro Filippo Ganna sarà un grande protagonista.

Può vincere? Se avrà un pizzico di fortuna sì. Anche se il mio favorito è Mathieu Van der Poel. Su quelle superfici ha qualcosa di più di quel prodigio di nome Tadej Pogacar". Tv: diretta su Rai 2 e Eurosport dalle 10.30.

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