Ciclismo

Sanremo, dopo Abbiategrasso c'è Pavia

Niente Milano anche nel 2024? Gli organizzatori studiano il via dalla città della Certosa

Sanremo, dopo Abbiategrasso c'è Pavia

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Sanremo, dopo Abbiategrasso c'è Pavia

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Il Tour che parte da Firenze e la Milano-Sanremo che dopo essere partita quest'anno per la prima volta da Abbiategrasso potrebbe scattare dalla Certosa di Pavia. La prima notizia è certa, certissima e sarà certificato questa mattina dal Palais des Congrès di Parigi, dove Christian Pruhdomme, numero uno di ASO, mostrerà al mondo intero l'edizione numero 111 della corsa più importante al mondo.

La Grand Depart è dedicata all'Italia, per celebrare i 100 anni dalla prima vittoria di un italiano alla Grande Boucle: Ottavio Bottecchia che nel 1924 indossò la maglia gialla dalla prima all'ultima tappa. Sarà una grande partenza dedicata a Gino Bartali e alla sua Firenze con la frazione di 205 km che dal capoluogo toscano porterà la corsa gialla a Rimini. La seconda frazione sarà un omaggio a Marco Pantani con i 200 km da Cesenatico a Bologna e poi si salirà in Piemonte per rendere un saluto a Fausto Coppi ma anche a Vincenzo Nibali ultimo vincitore italiano della Grande Boucle nel 2014 e che a Torino nel 2016 conquistò il suo secondo Giro d'Italia. Il primo luglio da Piacenza si arriverà a Torino dopo 225 km e il giorno dopo da Pinerolo si entrerà in Francia, con il traguardo a Valloire. L'arrivo finale della corsa a causa delle Olimpiadi non sarà a Parigi, ma a Nizza sulla costa Azzurra, con una cronometro individuale che vedrà i corridori prendere il via da Monaco.

Per la Sanremo, invece, sono in corso ancora interlocuzioni e trattative. Rcs Sport sta vagliando e studiando ogni possibilità: non le mancano di certo le proposte.

Ormai il Giro, come il Tour e la Sanremo sono brand d'esportazione, veicoli eccezionali di promozione, che però a quanto pare interessa poco a Milano, che al di là dell'autunno appena iniziato, si mostra sempre più fredda. Londra ha usato il ciclismo per promuovere la mobilità leggera, Milano vuole una città in bicicletta ma fa ben poco per il ciclismo e, soprattutto, fa piste ciclabili improponibili a cuor leggero.

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