L'ennesima, spettacolare rimonta in coppa Italia dell'Inter che si avvia a chiudere una stagione trionfale (una sola ombra, l'eliminazione precoce dalla Champions, ndc) è diventata l'occasione per assistere alla celebrazione della sconfitta del Como. L'ennesima, è il caso di aggiungere, al cospetto degli interisti che, complessivamente, gli hanno rifilato la bellezza di 11 gol in quattro sfide tra campionato e coppe.
Allora è il caso di chiedersi: ma siamo così sicuri che il modello Como, finanziario e calcistico, sia da studiare e da replicare in giro per il Belpaese? La risposta più attenta è la seguente: proprio no. Il primo motivo è evidente: il ricco proprietario del Como ha finora investito nelle strutture (settore giovanile compreso) e soprattutto nel calcio-mercato una cifra enorme chiudendo l'ultimo bilancio con meno 132 milioni di euro, fardello che costituirà un problema quando entrerà nelle coppe europee e dovrà fare i conti con il FFP che tiene conto anche della stagione precedente. Con uno stadio di piccole dimensioni e di discutibile utilizzo Uefa (dovrebbe andare a giocare eventualmente a Reggio Emilia ospite del Sassuolo), e un bacino di utenza relativo, il fatturato non potrà mai coprire le spese effettuate. Secondo quesito: siamo proprio convinti che il calcio, spettacolare e coraggioso, predicato da Cesc Fabregas, sia la strada giusta per raggiungere traguardi tecnici inimmaginabili? Fin qui la risposta è in sala d'attesa. Perché se è vero che la fattura del gioco è molto apprezzata, resta discutibile la resa e soprattutto la capacità di difendersi. Il calcio prevede due fasi: attacco e difesa. Se si eccelle nella prima e si paga pegno puntualmente, appena l'asticella si alza, con la seconda, qualche dubbio insorge. Al pari di quelli coltivati durante la sfida di San Siro quando il Como, davanti 2 a 0, nella seconda parte della ripresa si è solo difeso senza riuscire a evitare l'uno-due-tre dell'Inter.
Fa bene Fabregas a ricordare che appena arrivato, e aperto i cancelli, non c'era nemmeno l'erba ma la vera domanda delle cento pistole è la seguente: quando la famiglia Hartono lascerà oppure Fabregas sarà partito per un altro lido calcistico, cosa rimarrà di questo luccicante scenario non sostenibile?