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Il sogno rosso di Musetti mostra i primi segnali. Sinner spazza Moller

I due italiani agli ottavi di Madrid. Il carrarino batte Griekspoor. Alcaraz fermo per tenosinovite

Il sogno rosso di Musetti mostra i primi segnali. Sinner spazza Moller
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Ha vinto Sinner, ma questa volta bisogna parlare soprattutto di Lorenzo Musetti. Perché Lollo l'avevamo lasciato in Australia dopo il doloroso ritiro contro Djokovic, ed ora lo ritroviamo con lo smalto dei giorni migliori sulla terra rossa, la sua superficie preferita. Molto bene, insomma, anche nel match di ieri vinto contro Griekspoor 6-4, 7-5, soprattutto perché come ha detto "sono stato sempre attento e lucido su quello che dovevo fare, senza innervosirmi, in particolare nei momenti del secondo set in cui ho rallentato un pochino". Segni di ulteriore maturità, insomma, sotto la guida di Josè Perlas, il suo supercoach che in passato ha sminato le intemperanze di Fognini (portandolo a vincere Monte Carlo) e che a Madrid è da solo nell'angolo del livornese, visto che Simone Tartarini si è perso una pausa prima di Roma. Segnali da Top 10 verso Roma e Parigi, anche per un rovescio in corsa che ha incantato pubblico e avversario: "Momenti magici come quello ti danno qualcosa in più: riuscire a fare certi colpi è come vincere una scommessa con me stesso".

Negli ottavi l'avversario sarà Lehecka, mentre Sinner, che sfiderà Norrie, ci arriva senza troppi problemi: il 6-2, 6-3 finale contro un qualificato era scritto nel pronostico e l'unica incertezza è stata nel dopo partita, nel quale l'intervistatore di campo ha confuso il nome dell'app con cui Jannik sta cercando di imparare lo spagnolo (il traguardo tra un anno, scommettiamo che ce la farà), con una di incontri, facendo diventare il Rosso ancora più rosso. Oggi intanto tornano in campo Cobolli (contro Vallejo) e Darderi (contro Cerundolo), mentre arrivano ulteriori notizie sull'infortunio al polso che ha fermato Alcaraz: si tratterebbe di tenosinovite, un'infiammazione alla guaina che ha colpito in passato anche Nadal e che dipende dalla rotazione esasperata con cui si giocala palla.

Non è grave, ma non ha tempi di recupero certi. Ed il fatto che colpisca un giocatore di soli (quasi) 23 anni fa suonare l'ennesimo allarme su un tennis sempre più estremo, soprattutto nei materiali. Forse sarebbe il caso di parlarne.

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