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Usa-Canada finale di ghiaccio con il mondo messo in palio

Prima dazi e confini, solo poi l'oro "Derby" nordamericano tra ex alleati. Mai da noi così tante stelle dell'hockey assieme. Trump non dovrebbe esserci

Usa-Canada finale di ghiaccio con il mondo messo in palio

Più pretattica di così si muore. Cominciando da Donald Trump, che (quasi) ufficialmente oggi se ne starà alla Casa Bianca, visto che la Corte Suprema gli ha rovinato il weekend. Però con lui - si sa - tutto è possibile, per cui c'è ancora chi se lo vede arrivare l'Air Force One a Linate o addirittura paracadutato direttamente a Santa Giulia, tanto per rubare la scena all'ultimo evento delle Olimpiadi. Si scherza, ma (con lui) non troppo.

Di sicuro non scherzeranno Usa e Canada: disco sul ghiaccio alle 14.10 per giocarsi l'oro. In palio c'è molto di più di una partita di hockey: gli statunitensi non vincono dal Miracolo del 1980, quelli delle foglie d'acero da 12 anni e cercano il decimo titolo. In mezzo la questione dei dazi, con la sentenza che da Washington ha regalato un assist agli avversari del presidentissimo. Entrambe le squadre sono piene di assi Nhl, e dunque battaglia se dobbiamo giudicare il 6-2 con cui l'Armata a stelle e strisce ha battuto la Slovacchia con rissa finale inclusa. Il Canada in semifinale ha dovuto invece recuperare due gol alla Finlandia, sconfitta a 38 secondi dalla fine. Insomma: i rossi sono favoriti, ma Trump è pronto ad esultare, così come ha fatto per il successo nel torneo femminile. E la finale era appunto la stessa.

Per noi sarà un'occasione unica: tante stelle dell'hockey così non le abbiamo mai viste insieme. E a proposito di pretattica la domanda è se ci sarà Sydney Crosby, il capitano mito canadese che a 38 anni ha saltato un turno per un dolore alla gamba. Qualcuno maligna che sia stato risparmiato per lo showdown, il suo coach Jon Coop dopo il successo di venerdì ha detto solo "dobbiamo decidere". Poi però Connor McDavid, che l'ha sostituito con la C sul petto, ha rilanciato con un "gli ho scaldato il posto" che è tutto un programma.

Dall'altra parte ci saranno Dylan Larkin, Tage Thompson, Jack Hughes e tanta altra gente abituata ad affilare le lame per molto meno. Milano è dunque pronta per godersi la finale, soprattutto se poi davvero l'hockey tornerà sul ghiaccio anche in città grazia agli americani. Chissà, Donald magari poi finisce che viene.

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