Vuelta 17° tappa: presentazione percorso e altimetria

È una tappa dalla difficoltà intermedia quella che attende i corridori dopo la battaglia sulle montagne e il giorno di riposo. Sono 190 i chilometri da Ortigueira a La Coruña, ravvivati da continui dentelli che non renderanno semplice la gestione della corsa

Al via la settimana decisiva alla Vuelta con una tappa da prendere con le molle

L'ultima e decisiva settimana si apre con una frazione complessivamente non impegnativa, ma un po' mossa e perciò dallo svolgimento imprevedibile. Si parte da Ortigueira, paesello a ridosso del mare, e i corridori pedaleranno per gran parte del tempo seguendo il litorale. La costa è piuttosto irregolare, dunque è richiesta attenzione massima per via delle numerose curve e del vento che potrebbe soffiare lungo il percorso. A ciò si aggiungono i continui strappetti, non ostici ma che senz'altro spezzeranno l'andatura dei corridori, chiamati a continui rilanci. A dimostrazione dello scarso impatto altimetrico, nessuno dei tanti dentelli sparsi qua e là è considerato un Gpm.

A Pontedeume è sistemato il primo traguardo volante, dopo 78 km, e una decina di chilometri più avanti si trova la zona rifornimento. Gi strappetti si faranno un po' più consistenti quando si abbandonerà la costa per addentrarsi nell'entroterra, e siamo già a La Coruña, dove si transiterà una prima volta. Da qui in poi, e mancano 65 km al traguardo, sarà più difficile per il gruppo mantenere il controllo della corsa, a causa dei continui saliscendi, brevi e secchi, sui quali è impossibile imporre un ritmo costante. A poco meno di 20 km dall'arrivo, ad Arteixo, è collocato il secondo traguardo volante, proprio nell'unico tratto pianeggiante, un breve intermezzo fra una salitella e l'altra.Complicati pure gli ultimi chilometri che conducono a La Coruña, dall'entroterra di nuovo verso il mare. In prossimità del traguardo il profilo ritorna piatto e la strada sarà tutto sommato dritta, ad eccezione di qualche semi-curva e di alcune rotonde che non rappresentano però vere e proprie insidie. Si prospetta una tappa nervosa, dunque, e come tale da prendere con le molle, tenendo sempre altissima la concentrazione. Una frazione che si offre ad un ampio ventaglio di soluzioni, a seconda della piega che prenderà la gara e dell'andatura che i corridori decideranno di imporre.

Tanti vorrebbero vincere ed è presumibile che in molti proveranno ad andare in fuga sin dalle battute iniziali. Visto il profilo, gli attaccanti potrebbero avere buone chances di non essere ripresi, poiché sarà difficile organizzare un inseguimento efficace con tutti questi cambi di ritmo. Dopo due settimane di corsa, poi, le energie cominciano a scarseggiare e le squadre fanno decisamente più fatica a tenere il plotone cucito. A ciò si aggiunge il fatto che molti velocisti sono già andati a casa, dunque la responsabilità della gara ricadrà su una o due squadre: troppo poche se il numero di fuggitivi sarà nutrito.

Nel caso in cui una formazione riuscisse a tenere in pugno la situazione, si può ipotizzare un arrivo con un plotone ridotto ad una sessantina di unità, e per i velocisti resistenti sarebbe una ghiotta opportunità. Fra questi rientra di diritto Degenkolb, finora mattatore delle volate e senza dubbio favorito se riuscirà a stare davanti nel finale. Il tedesco va a caccia del poker di successi e di punti pesanti per la sua maglia verde, che vuole portare fino a Santiago de Compostela.

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