Vuelta 5° tappa: presentazione percorso e altimetria

Analizzando le tappe della prima settimana della Vuelta, qualcuno potrebbe pensare che agli organizzatori stiano antipatici i velocisti tradizionali. La quinta frazione prosegue nel solco: tutto facile all'inizio, insidioso Gpm a 15 km dal traguardo e arrivo in leggera ascesa. Ci sarà da sudare non poco per gli sprinter puri

Quinta tappa e alla Vuelta è lotta di sprinter

Il Giro di Spagna volge verso sud, da Priedo de Cordoba a Ronda per 180 chilometri, sprezzante delle elevate temperature e del caldo che soffoca questa zona del Paese. Tappa un po' più mossa della precedente, ma senza grosse difficoltà; nel primi 15 km è presente una breve salitella, non contrassegnata però come Gpm. Vista la posizione, è molto probabile che decolli qui la fuga di giornata, che nei successivi 130 km incontrerà soltanto piccoli dentelli, come quelli di Lucena e Teba: non induriranno la corsa, che filerà via su strade larghe e perlopiù dritte.

Nella lunga e probabilmente interlocutoria fase centrale sono posizionati i due sprint intermedi, il primo al km 55 all'altezza di Encinas Reales, il secondo dopo 121 km a Campillos. Da qui in avanti la corsa entrerà nel vivo, grazie al profilo più nervoso che precede l'unico Gpm odierno. Il Puerto el Saltillo è un'ascesa di 3° categoria, lunga complessivamente una dozzina di chilometri, anche se quelli più impegnativi sono gli ultimi tre. I restanti sono un morbido preludio alle rampe finali, che s'impenneranno fino al 7%. Nulla di davvero proibitivo, ma i velocisti puri qui soffriranno soprattutto se si salirà a ritmi elevati.

Dallo scollinamento mancano circa 15 km al traguardo, che saranno quasi tutti di lieve e facile discesa, con pochissime curve. Terreno perfetto per il gruppo, il quale potrà sviluppare velocità molto alte in caso ci siano fuggitivi da inseguire. Al termine del morbido avvicinamento verso Ronda, ecco un ultimo chilometro che punta all'insù, con pendenze che oscillano fra il 2% e il 3%. Insomma, di nuovo terreno ostico per quei velocisti che saranno riusciti a tener duro, stringendo i denti, sul Puerto el Saltillo. Sarà difficile calcolare i tempi giusti per lo sprint: quando la strada sale, bisogna saper cogliere il momento.

Sul lunghissimo chilometro conclusivo serviranno gambe forti ma soprattutto testa lucida, per non commettere l'errore di partire troppo presto. Il terreno è adatto agli sprinter resistenti e il pensiero va subito a due nomi: John Degenkolb, fresco vincitore, e Michael Matthews, che sprizza salute da tutti i pori e andrà a caccia di un successo con la maglia di leader, per replicare quanto fatto lo scorso maggio al Giro. C'è spazio, tuttavia, per qualche outsider che potrebbe approfittare dell'imprevedibilità del finale per sorprendere i migliori.

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