Stagione dei dividendi in Piazza Affari: ecco chi paga di più

Ieri il via con le cedole di 28 società. L’assegno totale cala del 10%. Le più generose sono Lottomatica e Snam

È scattata ieri la stagione di Borsa dedicata ai dividendi azionari, cioè la prima seduta di Piazza Affari nella quale le società quotate sul listino milanese distribuiscono ai soci una parte degli utili realizzati nell’esercizio precedente (quello relativo all'anno 2009). L’altra giornata importante per gli investitori è il prossimo 21 giugno.
Ma cosa succede il giorno dello stacco del dividendo di un’azione e perché l’indice di Borsa ne risente in termini apparentemente negativi? Diciamo subito che si tratta di un fatto del tutto normale. Prendiamo l’esempio dell’azione Eni che venerdì scorso ha chiuso le contrattazioni di Borsa a quota 15,55 euro. Nell’apertura di ieri, il valore dell’azione non partiva da 15,55, ma da 15,05 in quanto lo 0,50 è l’importo del dividendo pagato al possessore del titolo: quest’ultimo poteva pertanto contare di uno 0,50 (cioè il dividendo) in contanti e di un 15,05 euro relativo al valore di Borsa del titolo che, sommati, facevano per l’appunto 15,55 euro, cioè la quotazione del titolo Eni della chiusura precedente.
Tenendo conto che oltre a Eni sono stati 56 i titoli che hanno staccato ieri il dividendo, l’indice di Piazza Affari partiva con un valore di mercato di circa il 2% in meno rispetto alla chiusura di venerdì ma solo perché questo 2% è liquidato sotto forma di dividendi. Va poi aggiunto, per essere precisi, che lo stacco del dividendo avviene con valuta 24 maggio (cioè ieri) mentre l’accredito del controvalore netto spettante è con valuta 27 maggio (cioè giovedì prossimo).
Fin qui le spiegazioni tecniche dello stacco. Ma qual è il bilancio della distribuzione delle cedole quest’anno? Mediamente, si può stimare una diminuzione del monte dividendi, cioè la somma delle cedole distribuite da tutte le società quotate in Piazza Affari, di circa il 10% rispetto all’anno scorso. Nel dettaglio, delle 28 grandi società che hanno staccato ieri il dividendo, otto sono state più generose rispetto al 2009, cinque hanno lasciato invariato l’importo, dieci lo hanno ridotto e cinque sono tornate a pagarlo dopo averlo omesso l’anno scorso. Tra quelle che hanno incrementato la cedola figurano Generali (che dagli 0,15 euro in contanti del 2009 ha pagato ieri 0,35 euro per azione), Azimut (che ha raddoppiato l’importo da 0,10 a 0,20 euro), Luxottica (che da 0,22 euro pagati a settembre 2009 ha liquidato ieri 0,35 per azione), Tod’s (la cui cedola ha visto un incremento da 1,25 a 1,50 euro per azione) e poi, a seguire, Ansaldo Sts, Campari, Lottomatica e Atlantia. Le cinque società che invece hanno confermato la cedola già pagata nel 2009 sono Popolare di Milano (0,10 euro per azione), Finmeccanica (0,41 euro), Saipem (0,55 euro), Telecom (0,05 euro) e Mediolanum (0,15 euro, di cui 0,085 euro pagati in acconto a novembre 2009 e 0,065 liquidati in contanti a saldo ieri).
I sottoscrittori che invece si sono dovuti accontentare di dividendi 2010 inferiori a quelli incassati l’anno scorso sono quelli di Bulgari e di Buzzi Unicem (entrambe le società hanno dimezzato l’importo liquidato ieri rispetto a 12 mesi fa e, rispettivamente, pari a 0,05 euro e a 0,18 euro per azione). Meno introiti anche per i soci di Fondiaria Sai (che l’anno scorso pagò 0,70 euro per azione, mentre ora non è andata oltre gli 0,40 euro), di Mediaset (ieri 0,22 euro per azione contro gli 0,38 euro del 2009), di Ubi Banca, di Italcementi, di Eni, di Geox, di Exor e di Snam rete gas.
Cinque importanti società dell’indice FtseMib sono infine tornare a remunerare i soci dopo aver omesso di farlo nel 2009. Si tratta di Unicredit, Intesa Sanpaolo, Pirelli & C., Banca Popolare e Unipol: quest’ultima, in virtù della cedola di 0,40 euro per azione, si colloca tra le più generose in termini di rendimento (cioè di dividendo in rapporto al prezzo di Borsa del titolo): il 5,56%. Un rendimento maggiore, tra le società importanti che hanno pagato ieri la cedola, lo hanno garantito ai propri soci soltanto, Lottomatica (5,80%) e Snam rete gas (5,79%).

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