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Stalking, accusato dalla 20enne. Assolto ex maresciallo dell'Arma

L'allora comandante della stazione di San Donato alla sbarra per presunte avance a una ragazza con disagio mentale

Stalking, accusato dalla 20enne. Assolto ex maresciallo dell'Arma
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Finiscono in un nulla di fatto le accuse di stalking e avance indesiderate da parte di un ex comandante della stazione di San Donato milanese nei confronti di una donna giovanissima e fragile, affetta da "deficit cognitivo al 100 per cento e una vita disperata". La presidente della Decima sezione penale Antonella Bertoja ieri ha assolto il maresciallo dei carabinieri, che nel frattempo ha lasciato l'Arma, con formula piena "perché il fatto non sussiste".

La pm Alessia Menegazzo, titolare dell'indagine affidata al Nucleo investigativo dei carabinieri, aveva chiesto 2 anni di carcere. Per i giudici dunque non sussiste il quadro "di ossessione e controllo" da parte del militare, che nella ricostruzione degli inquirenti avrebbe voluto che la giovane lasciasse il suo ragazzo e che non frequentasse altri uomini, di cui era geloso. Il tutto facendo leva su una casa popolare: prima l'avrebbe aiutata nell'assegnazione, grazie alla compagna che lavora all'Aler, minacciandola poi di fargliela togliere. Per il collegio, non regge nemmeno l'accusa, dunque, che l'uomo la ricevesse per finte "ragioni di servizio", per ispezionare la gallery del suo telefono, alla ricerca di foto intime, e che le controllasse "morbosamente Instagram". L'indagine si reggeva sulla testimonianza della giovane, ritenuta "credibile e attendibile", sulle telefonate intercorse tra la caserma e il cellulare della ragazza, in tutto 214 (sia in entrata che in uscita) e sui racconti dei colleghi del militare, che hanno parlato di presenza assidua della ragazza in stazione, che in alcuni casi si sarebbe trattenuta anche un'ora nell'ufficio del comandante.

Mentre secondo la pm non vi era traccia di "intenti calunniosi da parte dei militari", per la difesa dell'uomo i racconti dei colleghi sarebbero stati "voci di caserma senza riscontri". La scorsa udienza, gli avvocati Alessandro Coppa e Alessandro Bonaluma, hanno sostenuto che si è trattato di un processo basato su "sospetti" e sulle "narrazioni interessate" dei colleghi in cui figuravano solo "lacune, contraddizioni, mancanza di riscontri oggettivi" in un clima, dentro la stazione di San Donato Milanese, dove si sarebbe assistito a denunce incrociate fra carabinieri alla Procura militare di Verona. Ancora per i difensori si è trattato di un caso "particolare e delicato", e al termine dell'udienza hanno sottolineato l'"onestà intellettuale" del pubblico ministero che "ha svolto indagini serie a tutela del nostro assistito".

Hanno anche aggiunto che "questa sentenza restituisce a un comandante di stazione l'onore che aveva perso. Purtroppo solo l'onore perché per questa storia è stato costretto a lasciare l'Arma". Per conoscere le motivazioni bisognerà attendere 45 giorni.

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