La stilista silurata «sfila» in tribunale

Dalla passerella al tribunale. Rischia di fare questa fine la sfilata di Kristina Ti, spostata all’ultimo dalla Camera della Moda, uscita dal calendario e andata in scena ieri in una location prestata da un altro stilista (la Galleria Meravigli, già prenotata da Massimo Rebecchi). La stilista Cristina Tardito è delusa: «Il calendario era definitivo, gli inviti stampati. Dieci giorni prima mi hanno chiamato per dirmi che il mio posto non c’era più. Le alternative? Erano tutte inaccettabili. Così prima ho pensato di non sfilare, poi sono uscita dal calendario». Ora è felice per il risultato ottenuto, e per aver avuto la solidarietà di colleghi come Rebecchi, Burani e Marani («dovremmo fare sistema fra noi»). Ma intanto la Tamigi spa, azienda di famiglia, ha già avviato le azioni legali contro la Camera. E Franco Tardito, padre della stilista e ad dell’azienda, ha dato le dimissioni («dopo 20 anni»). «Mi dispiace molto per Cristina e per Franco - replica il presidente della Camera Mario Boselli - ma tutto è iniziato perché Dolce e Gabbana si sono spostati a 10 giorni dall’uscita del calendario ufficiale. E quando succedono queste cose, ci si fa male un po’ tutti. Noi le alternative le abbiamo proposte, lei non le ha accettate, ed è finita così». Intanto la Tardito sta pensando di trasferire le sue sfilate a New York, «anche se con rammarico, perché la nostra azienda da 30 anni sostiene il Made in Italy».

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