La strada «mangia» terreni Agricoltori in rivolta: da 25 anni senza rimborsi

BresciaQuando si costruisce una strada qualcuno è destinato a perdere il proprio terreno, questa è la fastidiosa questione degli espropri. Prassi che può essere meno spinosa se, a seguito dell’esproprio, segue un tempestivo rimborso del dovuto. Tuttavia, se a distanza di vent’anni tra ricorsi, accordi e fallimenti, l’indennizzo stenta a voler arrivare, è chiaro che c’è qualcosa non va. I cantieri per la realizzazione del tratto della statale 11 tra Urago d’Oglio e Brescia sono partiti nel 1991, ma, secondo Coldiretti, ancora una cinquantina di famiglie di agricoltori espropriate non sono state risarcite. «È una situazione insostenibile - spiega un agricoltore -. Basti pensare che un altro espropriato è stato risarcito di altri 60mila euro al netto di quanto aveva già ricevuto una decina di anni fa».
L’Anas spiega che «per le procedure espropriative relative al primo lotto di lavori, già nel 1995 era stato pagato l’80% sull’indennità per un totale di circa 2 milioni di euro, prima che le procedure subissero un rallentamento a causa del fallimento dell’impresa esecutrice dei lavori». L’Anas quindi affidò a una società esterna l’incarico di completamento della pratica, disponendo così un finanziamento di altri 2 milioni di euro. Per quanto riguarda il secondo lotto di lavori, aperto al traffico solo il 13 maggio del 2005, le procedure espropriative furono appaltate, come da contratto, alla stessa società del primo lotto. Per il terzo lotto, aperto al traffico il 3 febbraio del 2000, Anas decise che l’incarico per le procedure espropriative fosse affidato a un’altra società, ma facente però capo allo stesso referente dell’altra, quella fallita (un vero affare). Tuttavia l’Azienda afferma che «nella quasi totalità dei casi l’acconto dell’80% era stato pagato» per un totale di circa un milione di euro.
Ma il calvario non si ferma qui. Nel 2006 Anas rescisse il contratto perché le società addette alle pratiche si rivelarono inadempienti: il lupo perde il pelo e non il vizio. Raggiunto un limite che ha a dir poco del paradossale, nel 2007 il Compartimento decise di convocare i proprietari interessati dagli espropri al fine di stipulare eventuali verbali di cessione volontaria o di stimare eventuali somme ancora dovute. Anas spiega però in una nota: «Nel corso degli incontri, al momento della determinazione del saldo d’indennità, numerosi proprietari dichiararono di aver ricevuto dalla società esterna - quella fallita - acconti inferiori a quelli risultanti dalle quietanze di pagamento in possesso di Anas e pertanto liquidate alle società competenti». In altre parole, qualcuno ha fatto cassa, ma non ha mai pagato nessuno con il bottino.
Nel 2008 quindi si arrivò in tribunale, quando Anas querelò quelle società inadempienti. L’indagine della procura è ancora in corso adesso e quindi non si può dire come finirà.