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Il suo Colonnello Kilgore è figlio di John Wayne

Duvall è stato il volto di un'America forse vecchia. Bianca, anglosassone e protestante. Un'America data sempre per moribonda, ma che non muore mai e regolarmente resuscita

Il suo Colonnello Kilgore è figlio di John Wayne
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C'è stato un tempo in cui il cinema americano celebrava gli eroi. Poi, in coincidenza con la "sporca guerra" del Vietnam e l'affermazione della "cultura del piagnisteo", sugli eroi è calato prima qualche schizzo di fango. Poi, su di loro si è abbattuta una pioggia torrenziale che li ha relegati ai margini. Infangati, appunto. Vilipesi. Processati. Persino maledetti. Robert Duvall è un sopravvissuto all'epoca della caduta degli eroi hollywoodiani. Il Tenente Colonnello William Kilgore di Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, anno 1979, è figlio di John Wayne. Non a caso, quando accovacciato, a torso nudo, pronuncia le parole sull'incontenibile piacere olfattivo procuratogli dall'odore del napalm ("odore di vittoria"), ha in testa un cappello a falde large blu, con le spade incrociate d'oro. Quel cappello John Wayne l'ha indossato sullo schermo costantemente. Ricorda la guerra delle divise nordiste. Contro gli schiavisti sudisti. Contro i nativi di pelle rossa. Anche contro messicani e francesi il cappello è lo stesso. Lo avevano i pochi uomini del generale George Armstrong Custer, appartenenti al settimo reggimento di cavalleria, massacrati al Little Bighorn da Toro Seduto.

Duvall è stato il volto di un'America forse vecchia. Bianca, anglosassone e protestante. Un'America data sempre per moribonda, ma che non muore mai e regolarmente resuscita. Duvall incarna le stimmate del militare che non ti lascia solo; del coltivatore coriaceo; del padre premuroso; del religioso in sintonia con i propri tempi. Ha avuto il volto dell'americano vero. Non sfoggia muscoli gonfiati e non si tinge i capelli. Non parliamo dei poteri del supereroe: non gli appartengono. In compenso ha qualcosa in più. Come Clint Eastwood sullo schermo ha emanato sicurezza e fiducia nel presente. Il futuro del cinema risiede nel passato. Di attori ce ne sono stati a migliaia. Anche famosissimi in vita. Spesso accostati alle divinità. Poi il tempo inesorabile trascorre.

I francesi dedicano ai propri "immortali" un'Accademia, poiché di loro si conservi perennemente la memoria. L'Accademia americana è fatta di celluloide. Duvall già si trova nell'Olimpo hollywoodiano, al fianco del padre Zeuss John Wayne. E, c'è da giurarci, ci rimarrà per sempre.

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