Poesia pura, quella di Shakespeare, si sa. Ma renderla in scena non sempre è cosa automatica. Il «Racconto d'inverno» di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani all'Elfo Puccini ancora in scena fino al 14 novembre - che interpretano, oltre a curare regia, traduzione, scene e costumi, le parti di Leonte e Polissene - restituisce la forza e l'intensità del testo del bardo: parole che raccontano immagini di una passione commovente, in una trama ricca di colpi di scena che ruota intorno al dramma della gelosia e dei fraintendimenti. Tutto a creare uno spettacolo ritmato tra tristezza e riso (info: www.elfo.org). Tantissimi registri animano il dramma e la parola è indiscussa protagonista, come del resto la tradizione del teatro inglese del Cinque-Seicento esigeva. In una scena quasi vuota si consumano le vicende di Leonte, re di Sicilia, che, geloso della moglie Ermione (Elena Russo Arman), distrugge tutto ciò che gli è più caro, prima fra tutti l'amicizia con Polissene, Re di Boemia (De Capitani). Se nella prima parte si viene duramente inseriti nello spirito più tragico e umano del dramma, dove i sentimenti di gelosia di Leonte sono protagonisti, la seconda parte è ambientata in un mondo completamente diverso: improvvisamente si viene catapultati in un bosco, una realtà bucolica che fa da sfondo all'amore, invece, innocente e puro, di Perdita, Camilla Semino Favro, la figlia ripudiata di Leonte, e Florizel, Giuseppe Amato, figlio di Polissene.
Giovani attori e nomi storici della compagnia dell'Elfo creano uno spettacolo completo nella sua fedeltà al testo shakespeariano e allo stesso tempo la sua capacità di essere contemporaneo ed efficace nella resa di sentimenti sempre attuali, come la gelosia, l'amore e l'amicizia.Teatro Grande successo per Shakespeare allElfo
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