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A teatro in stile minimal torna "L'attimo fuggente"

Il regista Marco Iacomelli: "Questa storia ci insegna a trovare un nostro posto nel mondo"

A teatro in stile minimal torna "L'attimo fuggente"
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Quando il cinema parla di regole, disciplina, prigionia, lotta per la libertà, il cult movie è dietro l'angolo. Scuole, ospedali (spesso manicomi), carceri: da "Papillon" a "Qualcuno volò sul nido del cuculo", da "Le ali della Libertà" a "L'attimo fuggente" i successi non si contano. L'eterna lotta tra libertà e conformismo, tra potere costituito e individuo, avvince. E naturalmente così fu, nel 1989, quando "L'attimo fuggente" (Oscar come Migliore sceneggiatura originale a firma di Tom Schulman) conquistò il pubblico di tutto il mondo. Nessuno ha dimenticato il finale in cui, salendo sul proprio banco, i ragazzi salutano il proprio professore con i versi di Walt Whitman: "Oh Capitano, mio capitano!".

Dal cinema al teatro, nell'adattamento studiato dallo stesso Schulman, il passaggio fu naturale e oggi, in Italia, "L'attimo fuggente" torna all'STM Studio del Teatro degli Arcimboldi, in cartellone fino al 19 aprile - nella traduzione e regia di Marco Iacomelli. Allo stesso regista si deve infatti la versione che nel 2022 passò dagli Arcimboldi e che vedeva nel ruolo del professore John Keating (al cinema era l'indimenticabile Robin Williams) l'attore Ettore Bassi. Nella piccola e suggestiva sala speak easy dell'STM (poco più di 100 posti a circondare un palco centrale dove gli attori recitano a pochi metri dallo spettatore) Keating ha il volto di Massimiliano Perticari e gli studenti del cast sono gli stessi studenti dell'STM, la Scuola del Teatro Musicale degli Arcimboldi. "Non si tratta di un musical però specifica Iacomelli ma un'opera in prosa che adatta al teatro una storia su cui lo sguardo cambia a seconda dell'età: quando la vidi da giovane il contrasto tra l'aspirazione all'autorealizzazione dei ragazzi, stimolati da Keating, il loro entusiasmarsi per la poesia e la letteratura, la loro elezione di Keating come leader carismatico, mi travolsero. Oggi, da adulto, comprendo le ragioni, calate in quel preciso contesto storico, del rigido padre di Neil, il ragazzo che si suicida, o del preside della Welton Academy, che deve mantenere un certo ordine. Lo stesso autore, comunque, non puntò mai il dito contro alcun personaggio della storia: non cerca, cioè, un colpevole a tutti i costi".

Lo spazio circolare dell'STM Studio appare perfetto per la messa in scena: "Ovviamente spiega Iacomelli abbiamo proceduto per sottrazione costruendo una scena essenziale nella quale le sedie hanno un ruolo non solo orizzontale ma verticale. Guadagniamo in altezza ciò che perdiamo in larghezza". Nella versione teatrale originale ci sono ben ventitré cambi di scena, qui non sarebbe possibile. La nostra fedeltà estetica risiede nei costumi, nelle uniformi degli studenti, e naturalmente nel testo e nei personaggi. Puntiamo inoltre sulla velocità dei cambi di scena, semplicemente affidandoci allo spostamento di oggetti identificativi".

Non solo una storia di libertà espressiva, quella de "L'attimo

fuggente", per Iacomelli: "Questa storia ci insegna a trovare un nostro posto nel mondo, senza perdere il senso di responsabilità e rispetto per chi ci è accanto. Anche per i nostri genitori e per chi ha fatto sacrifici per noi".

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