«Una scommessa vinta». Il sorriso di Giò Di Tonno dice tutto sull'anno di «successo e consenso da parte del pubblico per uno spettacolo nel quale ho creduto da subito mettendomi in gioco come autore prima ancora che come interprete». Lo spettacolo di cui si parla è l'opera pop («preferisco definirla così piuttosto che musical», puntualizza l'attore e cantante pescarese) I Tre Moschettieri, piéce ispirata all'immortale classico letterario di Alexandre Dumas che, con le musiche di Giò Di Tonno, le liriche di Alessandro Di Zio e la regia di Giuliano Peparini, torna a Milano a poco meno di un anno di distanza dal suo passaggio al Nazionale al Lirico da domani a domenica. «Per me riconquistare la piazza milanese, da sempre attenta a opere pop come Notre Dame de Paris e a musical italiani e stranieri di ogni tipo, è una soddisfazione enorme», spiega Di Tonno. Curioso, inoltre, che Di Tonno sia atteso a stretto giro di posta (dal 26 febbraio al 29 marzo, per una tenitura record) al Teatro Arcimboldi proprio nel ruolo di Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame, nello storico spettacolo di Riccardo Cocciante. «Mi è stato chiesto di partecipare come ultimo giro, un saluto al pubblico in quel ruolo spiega l'interprete, che ha nel proprio bagaglio diversi ruoli letterari, da Capitan Uncino al Dottor Jekyll/Mr. Hyde al moschettiere Athos e, come ho spesso detto, Notre Dame de Paris è, per un interprete di musical, come la maglia della Nazionale per un calciatore. Non si può dire di no».
Ora però, Giò Di Tonno è atteso, spada in mano e coraggio da «uno per tutti, tutti per uno» ne I Tre Moschettieri, storia di intrighi di potere, intrecci amorosi, amicizia e tanta azione (i duelli di scherma sono coreografati dal Maestro d'Armi Renzo Musumeci Greco, un'istituzione del campo): «In un anno abbiamo registrato 70mila spettatori per 70 date. Non ci sono variazioni di cast, solo qualche accorgimento alla regia e nelle luci», spiega Di Tonno. Dunque sono attesi la giovane Camilla Rinaldi nel ruolo di Milady, Vittorio Matteucci (anche lui prossimo Frollo in Notre Dame De Paris) in quelli di Portos, Graziano Galatone come Aramis e Sea John («un giovane cantante italiano che ho scoperto sui social e abbiamo trasformato in un attore», spiega Di Tonno) nei panni di D'Artagnan. «Realizziamo opere leggere, ma cerchiamo sempre di raccontare storie che abbiano uno sfondo sociale aggiunge il compositore e interprete abruzzese Il legame di amicizia e onore che lega i Moschettieri in lotta contro i complotti di potere può apparire un'utopia, soprattutto in questi giorni in cui assistiamo all'atteggiamento famelico di diversi potenti della Terra. Ma è bello credere negli eroi». E a proposito di eroi, Giò Di Tonno ha un progetto nel cassetto dedicata a uno speciale personaggio del passato: «Sto lavorando a un'opera pop incentrata su santa Rosalia, e non a caso ho il patrocinio della città di Palermo di cui lei è patrona spiega Giò Di Tonno Racconto una giovane donna del XII secolo, ribelle alle convezioni sociali del suo tempo, una specie di san Francesco al femminile.
Abbiamo realizzato proprio il 14 luglio scorso, il giorno di Santa Rosalia, un'anticipazione dell'opera sul sagrato della Cattedrale di Palermo. È stato un momento speciale. Spero di portare lo spettacolo nei teatri nel 2027. Il 2026 è dedicato all'ultimo grande tour di Notre Dame de Paris».