L’iPhone 14 potrebbe non avere una Sim?

Si tratta di uno dei tanti pettegolezzi che anticipano l’uscita degli iPhone e degli altri prodotti di Apple. Un bisbiglio ma con una logica plausibile

L’iPhone 14 potrebbe non avere una Sim?

Nel 2018 Apple ha introdotto una grossa novità a bordo degli iPhone XR, XS e XS Max, i quali potevano essere dotati anche di una eSim, ovvero un chip al posto della classica scheda telefonica. È stata una prima assoluta per Apple, probabilmente influenzata da Google che aveva già dotato lo smarpthone Pixel 2 (uscito nel 2017) della medesima possibilità. Cupertino però ne ha fatto tradizione fino agli iPhone 13 usciti nel 2021.

Diverse fonti, tra le quali il sito 9to5mac che in più di un’occasione si è rivelato attendibile, citano la possibilità che uno dei modelli del prossimo iPhone 14 sarà dotabile soltanto di eSim, tagliando quindi l’uso della classica scheda.

Apple è un’azienda che influenza gli standard tecnologici. Ha tolto i floppy drive dai computer prima che altri costruttori facessero altrettanto, così ha fatto per i lettori cd/dvd e per i connettori Rj-45 destinati ai cavi di rete. I presupposti affinché questo pettegolezzo non sia una semplice boutade ci sono tutti. Il diffondersi delle eSim potrebbe indurre anche altri produttori a privilegiarle sempre di più, lasciando sempre meno spazio alle Sim tradizionali.

Le eSim sono dei chip fisici che trovano posto all’interno del telefono e si possono configurare in pochi passaggi, permettendo agli utenti di apportare le modifiche necessarie nel caso in cui decidessero di cambiare operatore.

Il futuro dell’iPhone secondo Steve Jobs

Tony Fadell, che ha partecipato alla creazione del primo iPod e del primo iPhone, non ha mai nascosto che Steve Jobs volesse creare un telefono composto da una scocca integrale, senza slot, jack o altre entrate fisiche da destinare ai cavi.

Anche in questo caso, ma stiamo parlando di quanto potrebbe accadere nei prossimi anni, la questione ha una sua attendibilità. Oggi esistono diverse soluzioni – proprietarie e non – per caricare la batteria dei dispositivi mobili in modalità wireless, quindi senza cavi. Gli auricolari Bluetooth, quindi anch’essi senza cavi, sono una realtà consolidata e ne esistono per tutte le tasche. I dati possono essere trasferiti via Bluetooth, via Wi-fi e anche mediante Cloud, tutte eventualità che non coinvolgono un cavo che colleghi telefono e computer.

L’unico ostacolo sarebbe proprio lo slot per la Sim ma, anche in questo caso, Cupertino starebbe lavorando a pieno ritmo per superarlo.

Prima o poi sarebbe dovuto succedere, sono anni che gli operatori di telefonia, anche quelli italiani, sono pronti all’addio alla scheda classica in favore delle eSim.

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